Milan, addio RedBird: Cardinale strappa l’accordo a PIF

Nicola Liberti
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Dalla sconfitta sul campo del Monza a sconvolgenti notizie sul piano societario: ore tumultuose quelle che vive oggi il Milan. Il fondo RedBird, proprietario dei rossoneri, nella persona, tra gli altri, di Gerard Cardinale, avrebbe acquisito nelle ultime settimane un’emittente di portata mondiale. Ai tavoli della trattativa, in quel di New York, presente non soltanto il patron del club meneghino, anche alcuni esponenti del fondo sovrano saudita PIF.

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Le parti avrebbero protratto l’incontro, finendo per mettere su carta, in attesa di ufficialità e definitiva finalizzazione, un accordo che vorrebbe il fondo PIF pronto a subentrare come azionista di minoranza nelle quote societarie del Milan. Sul tavolo pronta una cifra nella figura dei 600-700 milioni di euro, quanto poi deve RedBird al fondo Elliott ad oggi.

Milan e PIF: i dettagli dell’accordo di Cardinale

Un progetto dallo spessore economico non indifferente che occuperebbe dall’1 al 31 marzo gli alti dirigenti di PIF, già pronto a definire la propria scalata verso il rilevamento in toto delle quote del Milan, nel prossimo futuro. Se ciò dovesse concretizzarsi, come riportato da Gianni Solaroli nel corso de Il Processo di Biscardi, i denari sauditi diverrebbero fondamentali per l’edificazione del nuovo stadio (un progetto dal valore che sforerebbe il miliardo di euro).

Milan e PIF, un matrimonio da tempo chiacchierato e che nelle prossime settimane RedBird, nel volto di Gerard Cardinale, potrebbe rendere sempre più realtà. Un progetto di investimenti sino al 2030 quello del fondo sovrano, abbastanza da far rientrare temporalmente l’inaugurazione del nuovo stadio rossonero, oggi prevista per il 2028. Voci e suggestioni, dal subentro come azionista alla scalata societaria totale: Milano sogna in grande sulla rotta saudita.

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