Sono le 9 di mattina della prima domenica di maggio e davanti alla Galleria Borghese di Roma si forma già una fila di visitatori con il biglietto stampato, lo zaino sulle spalle, lo sguardo rivolto alla cancellata che fra poco lascerà passare centinaia di persone. Non pagano nulla per entrare. Quella che sembra una notizia ordinaria è invece il frutto di una scelta che dura da più di un decennio: l'apertura gratuita dei musei italiani statali nella prima domenica di ogni mese, una politica che ha cambiato le abitudini di molti e reso l'arte meno lontana da chi non ha budget per i biglietti.

La gratuità nella prima domenica di maggio rappresenta un'occasione che tocca l'intero patrimonio museale gestito dal Ministero della Cultura. Non si tratta di una selezione casuale: la scelta di estendere l'accesso gratuito a tutti i musei statali riflette l'idea che il patrimonio culturale appartiene ai cittadini e non dovrebbe essere una commodity esclusiva. A maggio, quando il clima inizia a farsi più mite e i turisti cominciano ad affollare le città, questa apertura crea una situazione unica dove convivono residenti che colgono l'occasione e visitatori internazionali rimasti sorpresi da questa disponibilità.

L'origine di questa pratica risale al 2014, quando il governo italiano decise di promuovere l'accesso democratico alla cultura introducendo giornate gratuite nei musei statali. L'idea non era nuova in Europa: altri paesi già praticavano forme di accesso gratuito, ma l'Italia volle estenderlo su larga scala, coinvolgendo i Musei Vaticani, le Gallerie degli Uffizi, il Museo Archeologico di Napoli, la Galleria dell'Accademia di Venezia. Nel corso degli anni il programma si è consolidato, anche se con oscillazioni dovute a questioni organizzative e, più recentemente, ai lockdown pandemici. Oggi è tornato a pieno regime, trasformandosi in un appuntamento fisso che molti hanno imparato a aspettare.

A maggio 2025 il panorama dei musei aperti gratuitamente spazia dall'arte antica all'arte moderna, dai siti archeologici alle pinacoteche rinascimentali. La Galleria dell'Accademia di Firenze, che custodisce il David di Michelangelo, accoglierà visitatori senza biglietto fino a capienza massima. Gli Uffizi di Firenze terranno le porte aperte. A Roma, oltre alla Borghese, sono coinvolti il Museo Nazionale Romano con le sue sedi sparse fra il Palazzo Altemps e il Palazzo Massimo, il Colosseo e il Foro Romano. A Napoli il Museo Archeologico Nazionale, uno dei più importanti per la conservazione di reperti pompeiani ed ercolanesi. A Venezia la Galleria dell'Accademia. Milano vedrà aperto il Castello Sforzesco con le sue collezioni di scultura, pittura e arti decorative. Il Museo di Capodimonte a Napoli, la Galleria Nazionale di Umbria a Perugia, i Musei Reali di Torino: l'elenco è vasto e geograficamente diffuso.

Quello che non ti dicono sulla gratuità

Primo equivoco: accesso gratuito non significa accesso illimitato o senza attesa. Molti musei, soprattutto quelli più celebri, introducono sistemi di prenotazione anche per le domeniche gratuite, proprio per gestire il flusso di visitatori. Un capolavoro come il David non cambia il suo fascino perché entri gratis, ma la coda per vederlo potrebbe essere più lunga del solito. Conviene informarsi prima sui siti ufficiali dei singoli musei, perché le modalità variano: alcuni accettano solo prenotazioni online, altri mantengono il sistema "primo arrivato primo servito".

Secondo punto che spesso sfugge: la gratuità della prima domenica non copre sempre le mostre temporanee. Se il museo ospita una mostra speciale, quella potrebbe richiedere un biglietto aggiuntivo anche nella domenica gratuita. Leggere le specifiche sul sito è essenziale. Inoltre, monumenti come il Colosseo e il Foro Romano, pur facendo parte del progetto, hanno orari e modalità di accesso particolari che cambiano con le stagioni e possono essere soggetti a chiusure temporanee per manutenzione.

Come organizzare la visita

La domenica di maggio in cui i musei aprono gratuitamente coincide con il risveglio dell'Italia turistica. Le piazze si riempiono, i caffè all'aperto tornano pieni, e dentro le gallerie c'è quel miscuglio di voci che caratterizza le grandi afluenze. Restare davanti a un capolavoro in compagnia di decine di altre persone che lo vedono per la prima volta o che lo riscoprono ha una sua bellezza particolare, anche nella folla.