Una famiglia italiana con un bambino in età scolare spende mediamente 800-1200 euro l'anno tra visite pediatriche, esami di controllo e screening vari. Un numero che cresce quando genitori e pediatri ricorrono al privato per contrastare le liste d'attesa. Eppure molti credono ancora che tutti i controlli pediatrici debbano stare nel progamma vaccinale: non è così. Le novità della primavera 2026 introducono nuovi screening obbligatori, ma proprio questo offre l'occasione di razionalizzare la spesa e scegliere il percorso pubblico senza pagare il doppio.

Dal 1 marzo 2026 entrano in vigore le nuove linee guida del Ministero della Salute sui controlli pediatrici ordinari, che ampliano il numero di visite obbligatorie nei primissimi anni di vita e introducono screening audiologici e motori più articolati. Le regioni italiane stanno adeguando i loro protocolli e molte hanno già comunicato i calendari aggiornati attraverso le direzioni sanitarie locali. La spesa per la copertura di questi esami resta a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma solo se effettuati nelle strutture pubbliche e presso pediatri convenzionati. Ricorrere al privato per gli stessi esami comporta una spesa aggiuntiva di 150-300 euro per singolo controllo.

Il vero risparmio sta nella pianificazione preventiva. Molti genitori affrontano i controlli in modo disordinato, ripetendo esami o affidandosi a strutture private per fretta: un bambino sottoposto a uno screening uditivo privato a 6 mesi, e poi di nuovo nel pubblico a 8 mesi, genera una duplicazione costosa. Le nuove linee guida unificano i timing: seguire il calendario ufficiale della propria regione significa evitare visite ripetute. Secondo i dati regionali disponibili, chi segue il percorso pubblico integrale risparmia il 70% rispetto a chi alterna pubblico e privato.

Cosa fare subito

Il primo gesto concreto da fare è scaricare il libretto della salute aggiornato per la tua regione e segnare le date dei controlli in un'agenda condivisa con il pediatra. Fatto questo, il resto della gestione diventa una questione di tempismo e coerenza: niente sprechi, niente doppioni.