di Redazione – 20 maggio 2026
Il sistema previdenziale italiano è strutturato in modo profondamente differenziato a seconda della carriera lavorativa di ciascuno.
Da un lato esistono i lavoratori con carriere lineari e continue, cioè coloro che hanno accumulato decenni di contributi senza interruzioni. Dall'altro lato ci sono invece i lavoratori con percorsi frammentati, spesso precari, soggetti a buchi contributivi e periodi di disoccupazione.
A prescindere dalla storia lavorativa, una cosa resta però costante: per accedere alla pensione anticipata ordinaria è necessario raggiungere un requisito unico, cioè:
- un certo numero di anni di contributi versati;
- e una finestra di attesa obbligatoria prima dell'erogazione effettiva.
Dal 2027 queste regole cambieranno ancora, con effetti particolarmente pesanti soprattutto per i lavoratori che maturano i requisiti dal prossimo anno in poi.
Pensione anticipata 2026: la formula attuale
La pensione anticipata ordinaria resta il canale di uscita più utilizzato da chi ha carriere lunghe e vuole lasciare il lavoro prima dei 67 anni.
Per ottenerla occorre raggiungere:
- il requisito contributivo per gli uomini;
- e il requisito contributivo per le donne.
Oggi la combinazione valida è:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Nel 2026 potranno andare in pensione anticipata i lavoratori che maturano questi requisiti entro il 31 dicembre, indipendentemente dall'età anagrafica. Dal 2027, invece, toccherà a chi matura i requisiti dal prossimo anno affrontare le prime modifiche. Ed è proprio questa generazione di lavoratori la prima a subire l'aumento dei parametri contributivi.
Dal 2027 servirà un mese in più di contributi
Dal prossimo gennaio 2027 non basteranno più:
- i 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- e i 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Serviranno infatti:
- 42 anni e 11 mesi per gli uomini;
- e 41 anni e 11 mesi per le donne.
L'aumento è stato confermato dalla Legge di Bilancio 2026, che ha riattivato il meccanismo di adeguamento alla speranza di vita anche per la pensione anticipata, dopo anni in cui questa misura era rimasta congelata.
E, guardando il quadro generale, chi matura i requisiti nel 2027 può quasi considerarsi fortunato. Perché per chi li matura dal 2028 in poi, la situazione sarà ancora più penalizzante.
Nel 2028 scattano due mesi in più di contributi
Dal 2028 il requisito contributivo salirà infatti a:
- 43 anni e 1 mese per gli uomini;
- 42 anni e 1 mese per le donne.
Un incremento molto più pesante rispetto al solo mese aggiuntivo previsto per il 2027.
Inizialmente questi cambiamenti dovevano addirittura scattare già dal 2027 in un'unica soluzione da 3 mesi, ma il Governo ha scelto di spalmarli in due fasi:
- +1 mese nel 2027;
- +2 mesi nel 2028.
Una scelta pensata per attenuare l'impatto immediato sui lavoratori prossimi alla pensione, ma che lascia inalterato il risultato finale: tre mesi in più di lavoro rispetto a chi è uscito nel 2026.
Finestra di attesa: cambia tutto dal 2032
Gli aumenti non riguarderanno soltanto i contributi richiesti.
Anche la finestra di attesa, cioè il periodo che intercorre tra il raggiungimento dei requisiti e l'effettivo pagamento del primo assegno, subirà un meccanismo di prolungamento progressivo.
Parliamo del cosiddetto:
- periodo di slittamento,
- cioè il tempo durante il quale il lavoratore ha maturato i requisiti ma non riceve ancora la pensione.
Oggi questa finestra è pari a:
- 3 mesi per la pensione anticipata ordinaria;
- e si applica a tutti, uomini e donne.
La formula attuale è quindi:
- maturazione requisiti + 3 mesi di attesa.
Cambia la finestra anche per la pensione anticipata
Dal 2032 anche questa misura richiederà:
- un allungamento progressivo della finestra di attesa.
Si passerà quindi a:
- 4 mesi di attesa nel 2032.
Nei due anni successivi, invece:
- serviranno 5 mesi nel 2033 e 6 mesi nel 2034.
Restano invece invariati:
- il principio di accesso indipendente dall'età anagrafica;
- e la copertura figurativa dei periodi di attesa.
In alcuni casi specifici, la finestra di attesa potrà arrivare fino a 7 mesi, allungando ulteriormente i tempi di erogazione effettiva della pensione.
L'ostacolo aggiuntivo: il riscatto della laurea
La pensione anticipata presenta però anche un altro grande ostacolo introdotto dalla Manovra 2026:
- il taglio del valore del riscatto della laurea.
Per poter accedere alla pensione anticipata, infatti, gli anni di studio universitario riscattati non saranno più conteggiati nello stesso modo. Il valore di questi anni risulterà:
- ridotto ai fini del raggiungimento del requisito contributivo.
Una modifica molto penalizzante che continua a colpire chi aveva investito nel riscatto della laurea proprio per accorciare i tempi di accesso alla pensione anticipata.
Eccezioni per lavoratori precoci e usuranti
Per i lavoratori precoci la normativa resta più favorevole. Il requisito contributivo scende infatti:
- a 41 anni di contributi con almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima dei 19 anni;
- oppure con requisiti specifici per chi rientra nelle categorie tutelate.
Uno sconto importante che continua a rendere la pensione anticipata più accessibile per chi ha iniziato a lavorare molto giovane. Anche per i lavoratori usuranti e gravosi sono previste deroghe specifiche, con esclusione totale dagli aumenti dei requisiti.
Perché peggiorerà ancora: le proiezioni future
Il problema è che il requisito contributivo viene aggiornato in base alla speranza di vita ogni due anni. E, aumentando l'aspettativa di vita, aumenta automaticamente anche il numero di anni di contributi richiesti.
Fino al 2024 bastavano 42 anni e 10 mesi per gli uomini.
Nel 2027 la soglia salirà a 42 anni e 11 mesi.
Nel 2028, secondo le stime attuali, sarà necessario superare i 43 anni e 1 mese.
E questo renderà la pensione anticipata ancora più difficile da raggiungere per moltissimi lavoratori, soprattutto per chi ha iniziato a lavorare in ritardo, ha periodi di disoccupazione alle spalle o ha alternato lavoro dipendente e autonomo. A questo si aggiunge il fatto che le finestre di attesa, come visto, si allungheranno progressivamente dal 2032, rendendo il percorso verso la pensione anticipata ancora più impegnativo per le generazioni future.
