Una pompa di calore non consuma a potenza fissa. A differenza di una stufa elettrica che tira sempre 2 kilowatt, una pompa varia il suo consumo ogni ora in base a quanto caldo o freddo deve produrre. Chi la installa ti dice "consuma 5 chilowatt", ma quello è il picco massimo. La vera potenza media dipende dalla stagione, da quanto freddo fa fuori, da quanto isolata è la casa, da quale temperatura imposti dentro. Sapere quanto consuma davvero ogni ora è il primo passo per controllare la bolletta.
Come funziona il consumo di una pompa di calore
Una pompa di calore è una macchina che muove il calore da un posto all'altro usando energia elettrica. In inverno lo prende dall'aria fredda esterna e lo porta dentro casa. In estate fa il contrario: prende il caldo da dentro e lo butta fuori. Il motore che fa questo lavoro consuma elettricità.
Il consumo non è lineare. Quando la temperatura esterna è moderata (tra 5 e 15 gradi), la pompa lavora "dolcemente": il compressore gira a velocità ridotta, il consumo orario è basso. Quando fuori fa molto freddo (sotto zero) o molto caldo (sopra 35 gradi), il compressore accelera per mantenere la temperatura che hai impostato. Allora il consumo sale.
Ogni grado che aumenti sul termostato aumenta il carico di lavoro della pompa. Se passi da 20 a 22 gradi, il consumo orario può salire anche del 15-20 percento, non del 10 percento che uno immagina.
Le variabili che cambiano il consumo ogni ora

Il consumo orario dipende da quattro fattori che puoi misurare o controllare oggi stesso.
Primo: la potenza nominale della pompa. Una pompa di 6 chilowatt consuma più di una da 3 chilowatt, è ovvio. Ma consuma di meno di quanto pensi, perché la pompa lavora in parte del tempo, non sempre al massimo.
Secondo: la temperatura esterna. È il fattore che cambia ogni ora e che tu non controlli. Quando fuori fa 0 gradi, la pompa lavora il doppio rispetto a quando fa 10 gradi, a parità di tutto il resto. Per questo il consumo mensile invernale è più alto: le ore di freddo sono molte di più.
Terzo: l'isolamento della casa. Se le finestre sono vecchie, i muri leggeri e il tetto non isolato, la pompa deve lavorare più ore per compensare il calore che esce. Se la casa è ben isolata (cappotto termico, finestre a doppio vetro, porte a tenuta), il consumo orario cala drasticamente, anche di un terzo.
Quarto: la temperatura che imposti dentro. Ogni grado in più significa costo e consumo più alti. Mezza dozzina di gradi in meno e la pompa lavora la metà.
Il consumo medio reale: esempi concreti
Una pompa di calore da 5 chilowatt in una casa media italiana, con isolamento standard, quando fuori fa 5 gradi e tu imposti 20 gradi dentro, consuma in media 2-2,5 chilowatt all'ora durante le ore di riscaldamento. Non i 5 dichiarati. Perché la pompa non gira al massimo: accelera e decelera durante l'ora a seconda di quanto la casa perde calore.
Se la temperatura esterna scende a meno 5 gradi, il consumo sale a 3,5-4 chilowatt l'ora. Se la casa è male isolata, può arrivare a 4,5 chilowatt l'ora. Se è ben isolata, rimane sotto i 2 chilowatt l'ora anche con freddo.
In estate il consumo è spesso più basso, perché raffreddare a 26 gradi un ambiente a 35 gradi è meno faticoso che riscaldare da 0 a 20 in inverno.
Come calcolare il costo orario sulla tua bolletta
Prendi il costo del chilowatt sulla tua bolletta. Solitamente è tra 0,20 e 0,35 euro al kilowatt (varia per zona e fornitore). Se è 0,25 euro, allora un consumo orario di 2 kilowatt costa 0,50 euro all'ora. Se il riscaldamento funziona 8 ore al giorno, il costo giornaliero è 4 euro, il costo mensile è circa 120 euro.
Questo è il costo reale per una stagione mite. Se l'inverno è rigido o la casa è isolata male, sale a 150-180 euro al mese. Se l'isolamento è buono e l'inverno è mite, può scendere a 80-100 euro al mese.
Tre regolazioni da fare oggi stesso
Vai sul pannello di controllo della pompa (o sull'app se è intelligente) e fai questi tre aggiustamenti.
Primo: abbassa la temperatura impostata di un grado. Visita la casa per due giorni a 19 gradi anziché 20. Se non noti discomfort, il risparmio mensile è tra 10 e 20 euro. Se abbassi di due gradi, il risparmio raddoppia. Il caldo percepito dipende più dall'umidità e dalle correnti d'aria che dalla cifra sul termostato.
Secondo: attiva la programmazione oraria se la pompa la consente. Riduci di 2-3 gradi durante le ore che non sei in casa. Se lavori fuori dalle 8 alle 18, abbassa il riscaldamento durante il giorno e riaccendilo una mezz'ora prima che torni. Questo solo gesto taglia il consumo invernale del 15-20 percento.
Terzo: controlla che la temperatura esterna registrata dalla pompa sia corretta. Se il sensore legge male (ad esempio perché esposto al sole diretto), la pompa accelera inutilmente. Verifica sul display che la temperatura esterna mostrata coincida con il meteo reale della tua zona. Se differisce di più di 2 gradi, chiama il tecnico per controllare il sensore.
Isolamento: il vero moltiplicatore di risparmio
Non è una regolazione della pompa, ma cambia il consumo orario più di qualsiasi altra cosa. Una casa con finestre vecchie e muri sottili avrà consumo orario doppio rispetto a una casa coibentata, anche con la stessa pompa e la stessa temperatura impostata.
Se hai finestre a singolo vetro, cambiarle a doppio vetro taglia il consumo del 10-15 percento. Se aggiungi un cappotto termico alle mura esterne, il taglio arriva al 25-35 percento. Questi lavori costano, ma si ripagano in 7-10 anni di bollette più basse. Una pompa ben tarata su una casa male isolata è come mettere un motore potente su un'auto con i freni tirati: la pompa consuma troppo per colpa della casa, non della pompa.
La trappola del dimensionamento
Una pompa di calore sovradimensionata (troppo grande per la casa) consuma più di quello che serve perché accende e spegne il compressore di continuo. Una pompa sottodimensionata lavora al massimo sempre, consumando di più. La taglia giusta è quella calcolata in base alla dispersione termica della casa, non in base ai metri quadri a occhio.
Se la pompa che hai non è stata dimensionata con un calcolo serio del fabbisogno termico (realizzato con un sopralluogo e misure reali), il consumo orario sarà sempre più alto del necessario. Non puoi cambiarlo con le regolazioni, ma almeno sappi che c'è un costo "nascosto" che paghi ogni mese per colpa della scelta iniziale.
Cosa fare da lunedì mattina
Leggi il manuale della pompa e trova il menu delle impostazioni di temperatura. Se non hai il cartaceo, cerca il modello della pompa online: il PDF del manuale è quasi sempre disponibile.
Seleziona la schermata che mostra la temperatura impostata e abbassala di un grado. Conferma le modifiche. Tieni il diario dei costi della bolletta per il mese successivo: vedrai la differenza in euro.
Se la pompa ha una app, accedi e attiva la programmazione settimanale: temperatura alta quando sei in casa, temperatura bassa quando sei fuori. Questa sola mossa taglia il consumo orario medio di quasi un quinto durante i mesi invernali. È il modo più veloce e gratuito per abbassare il costo della pompa.
