Quando calano le prime luci serali del Venerdì Santo a Sorrento, il borgo sorrentino si anima di una doppia processione che ha pochi eguali al mondo. A Sorrento il Venerdì Santo viene celebrato secondo una tradizione molto antica che risale addirittura al 1300: in questo periodo si svolgono ben due processioni, la Bianca e la Nera, che sono tra le più caratteristiche e ammirate in Italia e che richiamano in strada, anche di notte, migliaia di cittadini e di turisti anche stranieri. È uno scenario che si ripete da secoli: figure incappucciate che attraversano le strade del centro storico, marce funebri che accompagnano il lento cammino, e un'atmosfera di raccoglimento profondo che tocca il cuore di chiunque vi assista.

Le antiche processioni del Sud: l'Abruzzo e la tradizione più antica

Il primato di processione più antica d'Italia è conteso tra diverse città, ma a Chieti, in Abruzzo, si svolge una delle processioni del Venerdì Santo più antiche d'Italia, documentata già nell'anno 842. I membri delle confraternite, incappucciati e vestiti con mantelli tradizionali, portano l'effigie del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, accompagnati dalle struggenti note del "Miserere" di Saverio Selecchy, composto nel 1740 ed eseguito da un coro di oltre 160 elementi. La processione teatina rappresenta un vero capolavoro di devozione popolare, dove lungo gran parte del percorso sono presenti i tripodi accesi con fuoco di cera, un tempo necessari per bruciarvi incensi ed aromi.

In Abruzzo si distinguono anche altre celebrazioni di grande fascino: famose sono le tradizionali processioni abruzzesi, in particolare quella di Chieti (Antica processione del Cristo Morto), di Lanciano (Processione degli Incappucciati) e di Sulmona. I "Trinitari", con il loro camice rosso, accompagnano il feretro con il caratteristico passo dondolante chiamato lo struscio, un movimento lento e cadenzato che rende il corteo particolarmente suggestivo.

La Campania e il coro dei settecento: Sorrento e Campobasso

La Campania regala alcune delle processioni più emozionanti d'Italia. In entrambe le processioni il corteo è aperto da una banda musicale che esegue solenni marche funebri, accompagnando il lento cammino dei confratelli tra le vie del centro storico di Sorrento e creando un'atmosfera unica e profondamente suggestiva. Il cuore delle processioni è il coro del Miserere: un gruppo di circa 200 cantori intona in stile gregoriano i versi in latino del salmo 50.

Non meno emozionante è la processione di Campobasso in Molise, che vanta una caratteristica unica: la caratteristica principale della processione è il coro, costituito da circa 700 persone, che durante l'intero tragitto intona più volte lo struggente canto Teco vorrei o Signore, composizione di inizio Novecento del maestro campobassano Michele De Nigris su versi di Pietro Metastasio. Sentire quella straziante melodia che è il "Teco vorrei o Signore", ben prima di veder passare la processione, è una sensazione che non può lasciare indifferenti.

La Sicilia tra Misteri e processioni secolari

A Trapani, il Venerdì Santo assume da secoli le forme solenni e struggenti della Processione dei Misteri, una delle manifestazioni religiose più lunghe, famose e sentite d'Italia. Oggi, 18 aprile 2025, a partire dalle ore 14:00, prende il via dalla Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio questo rito millenario, che si svolge per 24 ore ininterrotte, attraversando tutta la città in un intreccio di spiritualità, tradizione e identità popolare.

La processione è composta da diciotto gruppi scultorei detti appunto "Misteri" e da due simulacri, portati a spalla da squadre di portatori al suono lento e cadenzato delle marce funebri eseguite dalle bande cittadine. I Misteri, realizzati in legno e tela tra il XVII e il XVIII secolo, rappresentano in modo drammatico e teatrale le scene della Passione e Morte di Cristo: dal processo di Gesù fino alla deposizione nel sepolcro.

In un'atmosfera di grande compostezza, gli oltre duemila confrati, disposti su due file precedono l'urna e il simulacro in religioso silenzio, recando in mano insegne, un vassoio con i simboli della passione di Cristo, croci e fiaccole. Giunti alla Chiesa dei Cappuccini, nei pressi del monumentale Cimitero, viene loro impartita la solenne benedizione con la croce reliquiario contenente una spina della corona di Gesù Cristo. Subito dopo, la processione prosegue il suo percorso sino al Duomo e lungo la via del ritorno vengono accese le fiaccole che conferiranno alla rappresentazione un tono di sacralità e di mesto raccoglimento.

Il Nord Italia e le processioni artistiche: Savona e Vercelli

Anche il Nord Italia custodisce tradizioni di grande fascino. A cadenza biennale, anche Savona celebra il Venerdì Santo con una delle processioni più solenni del nord Italia. La Processione del Cristo Morto, risalente al 1600, prenderà il via da piazza Cavallotti alle ore 20.30 (tempo permettendo), dando vita a un evento di profonda fede e intensa partecipazione popolare. Le casse processionali sono veri e propri capolavori in legno che rappresentano la passione e morte di Gesù. Tali casse sono state scolpite da scultori di rilievo tra cui il Maragliano, il Martinengo, il Murialdo, il Brilla, la Cuneo.

Dal 1800 a Vercelli viene inscenata una Via Crucis che comprende il trasporto a spalla da parte dei fedeli di pesanti gruppi scultorei, mentre a Romagmano di Sesia (Novara) curiosamente la rievocazione vivente è messa in scena solamente negli anni dispari.

La Giudaica di Laino Borgo: teatro sacro in Calabria

Tra le celebrazioni più uniche d'Italia spicca la Giudaica di Laino Borgo in Calabria. Nel borgo calabrese di Laino Borgo, in provincia di Cosenza, la Giudaica rappresenta una delle più spettacolari rievocazioni della Passione di Cristo in Italia. A cadenza biennale, questo evento trasforma il piccolo paese della Calabria in un palcoscenico a cielo aperto, dove ogni angolo – dai vicoli alle piazze – diventa parte integrante di una narrazione sacra, intensa e collettiva. La rappresentazione si basa su un testo seicentesco tramandato nei secoli e si sviluppa in 19 scene, dalla celebre Ultima Cena al momento della deposizione di Cristo dalla croce.

La tragedia del Venerdì Santo investe così tutte le vie del paese e Laino Borgo prende le sembianze della "Gerusalemme del Sud", come in tanti la definiscono. Circa duecento attori, tutti del luogo e con i costumi che riflettono la realtà dell'epoca, prendono parte alla recitazione che è divisa in ben diciannove scene, nelle quali si rivivono le emozioni, i dubbi, le paure ed il dolore di chi era presente e complice del dramma di Gesù Cristo.

Queste processioni del Venerdì Santo rappresentano molto più di semplici celebrazioni religiose: sono patrimonio culturale immateriale, memoria collettiva che attraversa i secoli e continua a emozionare migliaia di fedeli e visitatori. Ogni anno, da Nord a Sud, l'Italia si raccoglie in questi riti antichi che uniscono fede, arte e tradizione popolare, confermando la ricchezza straordinaria del nostro patrimonio culturale e spirituale.