❓ PSG, fallimento o rinascita? L’Atletico annusa l’impresa

Tutto pronto per il secondo round dei quarti di finale di Champions League. Serata di martedì 16 aprile che vedrà in campo Barcellona-PSG e Borussia Dortmund-Atletico: due sfide ad alta tensione, con i risultati ancora in bilico, da cui verrà fuori la prima semifinalista di quest'edizione

A cura di Lorenzo Ferrai
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Senza squadre italiane ancora in gara, la Champions League si conferma scintillante e alquanto indecifrabile. Quarti di finale in totale equilibrio, alla luce dei match di andata, in cui sono fioccati i gol e i colpi di scena. Oltre al pirotecnico 3-3 del Bernabeu fra Real Madrid e Manchester City, a fare notizia è stato il colpo esterno del Barcellona, impostosi 3-2 al Parco dei Principi, contro un PSG confusionario e molle.

I campioni di Francia hanno a disposizione quello che è probabilmente l’ultimo colpo per redimersi ed evitare l’ennesimo fallimento europeo, il quale risulterebbe più clamoroso rispetto ai precedenti. Primo di tutto, i transalpini hanno il compito di ribaltare il Barcellona, e vincere in Spagna con almeno due gol di scarto per approdare in semifinale, per affrontare una fra Borussia Dortmund e Atletico Madrid.

Queste due gare andranno in scena nella serata di martedì 16 aprile, secondo atto dei quarti, per avere già il verdetto sulla prima semifinale di questa Champions, competizione, come sempre mai banale. Barcellona-PSG e Borussia Dortmund-Atletico Madrid daranno il via al ritorno nella corsa a otto verso la finale di Wembley.

Kylian Mbappe, PSG
Kylian Mbappe, PSG @livephotosport

L’ultimo ballo di Mbappé

La sconfitta interna del PSG è stato il risultato più sorprendente nell’andata dei quarti di finale di questa Champions League. I parigini grandi favoriti hanno dovuto arrendersi a un Barcellona giovane e sfrontato, capace di affondare il coltello nella fragile difesa dei francesi, sfruttando anche le debolezze mentali della retroguardia transalpina, dove chi è apparso particolarmente incerto è stato Donnarumma, protagonista in negativo della serata.

Ma l’incontro del Parco dei Principi ha messo in mostra soprattutto un PSG inconcludente e decisamente troppo sfilacciato in diversi frangenti, oltre che incapace di opporsi alle folate dei catalani. Luis Enrique ha pagato le amnesie difensive e l’intermittenza di Mbappé, mai continuo e spesso impreciso nelle proprie scelte.

Proprio la stella francese potrebbe essere al suo ultimo ballo con il PSG, prima di cambiare casacca in estate, per vestire probabilmente la camiseta blanca. E proprio su Mbappé si poggeranno le speranze di Luis Enrique, obbligato a ribaltare il punteggio nella cornice del Lluis Companys per scongiurare l’ennesimo flop di una squadra costantemente al top ma mai in grado di arrivare in fondo e reggere la pressione.

Pressione è la parola chiave per questo PSG tanto forte quanto vulnerabile, difensivamente e mentalmente. Nel corso degli anni, la crescente potenza di fuoco francese si è tramutata in un ruolo di favorita numero uno non preventivato, rivelatosi spesso e volentieri un’arma a doppio taglio.

Luis Enrique
Luis Enrique*

Per quanto attrezzato tecnicamente, il PSG ha faticato non poco a far valere il proprio status costruito negli anni, ma mai in grado di reggere il confronto con le grandi corazzate europee, dotate di un pedigree superiore a quello francese, seppur inferiori per ciò che ha riguardato gli organici. Un film ripetuto anche in occasione della sfida di andata contro il Barcellona.

Al di là delle sbavature difensive, Xavi ha saputo mettere in campo un Barça giovane sì, ma allo stesso tempo compatto e volitivo, non curante dei mezzi tecnici superiori a disposizione di Luis Enrique. Il 2-3 finale è stato il logico epilogo di un incontro deciso dalla differenza emotiva, per cui il PSG ha dovuto soccombere, pur annoverando nel proprio arsenale un giocatore del calibro di Mbappé.

Il ballo di ritorno in Spagna rappresenterà una cesura per il PSG, visto che si chiuderà definitivamente l’epoca di Mbappé, tanto idolatrato in nazionale quanto assente nel proprio club, in particolare quando si è trattato di recitare un ruolo da protagonista nei momenti decisivi. È complicato pensare a un Kylian già proiettato verso Madrid, benché gli appuntamenti europei continuino a essere indigesti per colui che da molti viene considerato il miglior giocatore al mondo.

In caso di clamorosa eliminazione del PSG, l’avventura del numero 7 con i parigini si chiuderebbe con un ulteriore fallimento continentale, dannoso anche per il club campione di Francia, in grado di fagocitare il proprio campionato, senza però mai convincere nel palcoscenico internazionale.

Donnarumma, PSG
Donnarumma, PSG @livephotosport

Donnarumma nella bufera

E se la maggior parte dei riflettori sono rivolti verso Mbappé, la restante percentuale punta dritta su Gianluigi Donnarumma, protagonista in negativo al Parco dei Principi, date le sue evidenti responsabilità su tutti e tre i gol. Basti pensare al 3 che L’Equipe ha riservato al portiere della Nazionale il giorno successivo alla debacle casalinga.

Nel mirino la prima e la terza rete, dove Gigio è apparso incerto e tutt’altro che padrone della propria area di rigore, anche se Donnarumma ha propiziato anche il secondo gol di Raphinha con uno sciagurato rinvio con cui ha regalato il pallone agli avversari. Per il quotidiano sportivo francese, la sconfitta del PSG è da imputare in larga misura al numero 1.

L’Equipe non è nuova ai giudizi lapidari, in particolare quando si tratta di giocatori non francesi, anche se, in questo caso le colpe di Donnarumma sono apparse lampanti. Il portiere dell’Italia sarà dunque l’altro osservato speciale nel match di ritorno, visto che, plausibilmente, anch’egli si giocherà gran parte del proprio futuro.

Donnarumma
Donnarumma, PSG @Twitter

Non è un mistero che la posizione di Gigio sia tutt’altro che solida, specie perché i giornali transalpini hanno rimproverato al nostro estremo difensore di non riuscire a essere all’altezza (mentale più che tecnica) quando il livello si alza. Un giudizio alquanto affrettato se pensiamo alla sola fase finale di EURO 2020, quando Donnarumma ci consentì di vincere la finale contro l’Inghilterra neutralizzando due rigori.

Ma è altresì da considerare le mancanze manifestate anche gli anni scorsi, sempre in Champions League, contro Real Madrid e Bayern Monaco, che hanno aizzato la stampa transalpina contro il portiere di Castellammare di Stabia. Anche Donnarumma si gioca una buona fetta del proprio futuro a Parigi, benché l’interesse estero non manchi, fra cui anche quello della Juve.

Xavi-Barça: sarà realmente addio?

Se il PSG ha deluso le aspettative, e sarà dunque atteso da un’autentica impresa, nonché una prova di maturità al Lluis Companys, il Barcellona dovrà difendere il vantaggio maturato in Francia. I Blaugrana avranno a disposizione due risultati su tre per garantirsi l’accesso a una semifinale quasi nemmeno contemplata dopo l’andata contro il Napoli.

Anche il sorteggio non era stato particolarmente benevolo con i ragazzi di Xavi, mettendoli sì dalla parte “morbida” del tabellone ma accoppiandola con una delle favorite per la vittoria finale. Invece, il giovane Barcellona si è abbattuto come un uragano sul malcapitato PSG, sfruttando l’inefficienza tattica e la fragilità difensiva dei francesi, per affondare tre colpi che hanno garantito ai blaugrana una posizione vantaggiosa in vista del ritorno in Spagna.

Xavi, allenatore del Barcellona @livephotosport
Xavi, allenatore del Barcellona @livephotosport

Ancora non è arrivato nessun verdetto, ma è innegabile come questo Barcellona abbia conosciuto una netta inversione di tendenza, iniziata con l’annuncio dell’addio di Xavi, avvenuto a fine gennaio. Da quel momento in poi, i catalani hanno vinto 11 partite su 13, rimanendo imbattuti e centrando una qualificazione ai quarti non scontata.

Lo stesso Xavi ha messo in campo tutta la lucidità e l’acume dimostrato da giocatore, inserendo i canterani senza alcun timore reverenziale, trovando la quadra tattica e recuperando un entusiasmo smarrito dopo la delusione in Supercoppa unita ai risultati deludenti in campionato. Un trend invertito in maniera inaspettata, con il Barça rimasto in scia al Real ne LaLiga e ben indirizzato verso la semifinale di Champions.

Otto punti di ritardo dai rivali madrileni rimangono un gap consistente, anche perché mancano solamente sette giornate al termine e il Madrid non sembra avere punti deboli. Ma con le certezze recuperate, il Barcellona può continuare a sperare anche nel titolo. Missione complicata, ma per questa squadra nulla appare impossibile.

Persino la sfida di andata in casa del temuto PSG si è rivelato un autentico trionfo, favorito dagli errori di Donnarumma, ma legittimato con una prestazione a viso aperto, senza tremare dinnanzi a Mbappé, riuscendo a portare a casa la pagnotta in vista del secondo round in terra catalana.

Pau Cubarsì, Barcellona*
Pau Cubarsì, Barcellona*

Allo stato attuale, il sogno finale sembra tutt’altro che un’utopia, anche se in quel caso, il Barcellona arriverebbe a Wembley da sfavorita. E in questo caso, Xavi dirà veramente addio? L’ex centrocampista ha svolto un encomiabile lavoro nel risollevare le sorti del proprio organico, anche contro una dirigenza ostile, che ostentava un cambio di guida tecnica nell’immediato.

Invece, il tecnico non si è scoraggiato, rimboccandosi le maniche e onorando il proprio impegno in maniera umile, senza mai arrendersi. Per ora, Xavi appare una garanzia per il club, oltre a garantire una certa continuità con il progetto tecnico. Molto dipenderà dall’epilogo europeo, dove il Barcellona non intende arretrare e si attrezza per difendere il 2-3 ottenuto al Parco dei Principi.

Il metodo Simeone

Serata di Champions che vedrà impegnate anche Borussia Dortmund e Atletico Madrid, che si daranno appuntamento al Signal Iduna Park, dove si riparte dal 2-1 Colchoneros maturato al Civitas. Vantaggio minimo, ma che spinge comunque i favori del pronostico dalla parte del Cholo Simeone, in grado di aggiudicarsi il primo atto del quarto di finale meno affascinante, ma comunque dai molteplici significati.

Gli iberici, forti del passaggio del turno contro l’Inter vice campione d’Europa, ritrovano un posto nelle prime otto e possono addirittura puntare al bersaglio grosso, mai raggiunto nonostante ci siano andati vicini in due occasioni. Fra le mura amiche, l’Atletico ha mostrato una netta superiorità rispetto al Borussia, pur peccando di presunzione e alleggerendo troppo i ritmi a seguito del doppio vantaggio.

Diego Simeone
Diego Simeone @LPS

Difatti, i Colchoneros hanno rischiato a più riprese il clamoroso 2-2 che avrebbe rimesso tutto in equilibrio. Un calo di tensione visto a più riprese durante la stagione corrente, costato diversi punti in campionato, ma proibitivo in Europa, soprattutto con un’enorme occasione all’orizzonte. Il lato del tabellone più morbido offre a Simeone una ghiotta opportunità, ovvero quello di arrivare a giocarsi la Champions a Wembley.

Il livello è quello delle primissime ma nelle battute finali contro il Borussia, si è rivisto il vecchio Atletico di stampo Choliano. Grande aggressività e spazi intasati, una moda che può tornare utile in vista di un big match. Pur avendo cambiato pelle per larghi tratti di stagione, Simeone non abbandona il proprio credo, vista anche la pericolosità insita nel reparto offensivo dei madrileni.

Griezmann la luce

E proprio l’attacco dell’Atletico può risultare l’arma vincente del Cholo, illuminato dalla luce del sempreverde Antoine Griezmann, leader tecnico di questa squadra camaleontica, in grado di giocare a viso aperto, nonché di riprendere le proprie sembianze originarie in caso di necessità. Nel caso specifico, un eventuale incrocio con il PSG, offrirebbe proprio l’occasione giusta per tornare al vecchio Cholismo.

Griezmann, Atletico Madrid
Griezmann, Atletico Madrid @Twitter

Una sorta di catenaccio e contropiede ma con venature di possesso palla, verticale e rapido, atto a innescare proprio Le Petit Diable. Griezmann è il cuore pulsante, anche se le individualità dell’Atletico sono in grado di creare grattacapi a qualsiasi difesa. Senza dare i Colchoneros per semifinalisti appurati, il vantaggio conseguito sul Dortmund costituisce un buon cuscinetto per ciò che riguarda la sfida di ritorno.

Un solo gol di vantaggio nelle mani di Simeone, rischia di rivelarsi un ostacolo pressoché invalicabile, anche perché Griezmann e compagni possiedono pur sempre la carta delle ripartenze, con cui l’Atletico ha la possibilità di chiudere anzi tempo la contesa per assicurarsi un inaspettato passaggio in semifinale.

Borussia mina vagante

L’Atletico parte da una situazione di vantaggio, nonostante il carattere del Borussia Dortmund sia stato un chiaro segno di incontro ancora aperto, dove il risultato si espone a eventuali ribaltoni. I gialloneri sono stati surclassati per oltre un’ora in terra spagnola, salvo poi reagire nel quarto d’ora finale, trovando il gol della speranza con Haller.

Sebastien Haller, Borussia Dortmund
Sebastien Haller, Borussia Dortmund @Twitter

Un lumicino di speranza favorito dalla scarsa vena realizzativa dell’Atletico, oltre che dalla forza di volontà messa in campo dal BVB, ancora vivo, con la traversa di Brandt che grida vendetta. I tedeschi hanno le proprie chances e sono intenzionati a sfruttarle dinnanzi ai propri sostenitori, per quella che sarebbe una semifinale continentale che manca da ormai 11 anni.

Il pronostico è dalla parte dei Colchoneros, più attrezzati tecnicamente e pericolosi in campo aperto. Il Borussia Dortmund vanta un reparto offensivo in grado di ribaltare il punteggio, anche se ciò che preoccupa Edin Terzic è la difesa, rea di diverse leggerezze al Civitas, due delle quali hanno generato i gol spagnoli. Per passare il turno, i teutonici dovranno ridurre a zero gli errori difensivi e giocare di intensità sfruttando la spinta del proprio pubblico.

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