📢 Un PSG più umano, Al Khelaifi si affida ai tifosi: con il Borussia per la finale

Poche ore alla sfida tra PSG e Borussia Dortmund, dalla quale uscirà la prima finalista della Champions League: mai come in questo momento storico, Al Khelaifi chiama a raccolta i tifosi per spingere la squadra verso la rimonta e la conquista della finale di Wembley

Lorenzo Zucchiatti
6 Minuti di lettura
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Tutto i 90′ o 120′ minuti, più eventuali rigori, per scoprire quale sarà la prima finalista di questa Champions League. Un PSG che deve cesellare la propria personale rimonta su un Borussia Dortmund che, al Westfalenstadion, ha incartato per bene la squadra di Luis Enrique, ottenendo un prezioso 1-0 che vale un piccolo vantaggio nella gara di ritorno.

Ma piccolo piccolo, perché al Parco dei Principi sarà inevitabilmente un’altra musica. Deve esserlo, per un club stanco di vedere le rivali trionfare in Europa, con anche il Manchester City riuscito nell’impresa di alzare la coppa dalla grandi orecchie, senza riuscire ad affiancarsi. In Germania però il gol di Fullkrug ed una partita sapiente dei gialloneri hanno dimostrato al PSG come tali sfide non siano mai scontate, e il doppio palo di Mbappé e Hakimi è stato l’unico acuto della serata.

La finale è ad un passo, e le dichiarazioni di avvicinamento alla gara tanto di Luis Enrique quanto del presidente Al Khelaifi confermano come qualcosa sia cambiato nella capitale francese: un PSG più umano, tanto nella gestione del club quanto nel rapporto con i propri tifosi, mai come in quest’occasione protagonisti attesi di un confronto con il Borussia Dortmund che può regalare la seconda finale della sua storia.

Ici C’est Paris

Se avete avuto l’onore di assistere almeno una volta ad una partita del PSG avrete sicuramente notato il motto del club “Ici C’est Paris”, capeggiare al Parco dei Principi, ripetuto anche a grand voce dallo speaker e dai tifosi all’ingresso dei giocatori in campo. “Questa è Parigi”, ma lo è veramente stato il club di Al Khelaifi nell’ultimo decennio?

📢 Un PSG più umano, Al Khelaifi si affida ai tifosi: con il Borussia per la finale

Le spese pazze del presidente e la tirannia imposta nel calcio francese, hanno reso il PSG un agglomerato di campioni, molto spesso a fine carriera o comunque svogliati, odiato dall’intero panorama europeo e sconnesso dai concetti di appartenenza e amore per la maglia. Ma qualcosa è cambiato, a cominciare da un mercato che non mira ai Neymar, Messi, Sergio Ramos, ma ai Lee, Vitinha, Ugarte, Barcola, pagati sì ma anche futuribili e con un senso tattico.

E poi il dato che più ci interessa sottolineare: finalmente Al Khelaifi vuole effettivamente che Parigi scenda in campo, non solo un’accozzaglia di ottimi giocatori con in testa solo il portafoglio. E pazienza se il Parco dei Principi non eguaglierà il Muro Giallo, perché anche il pubblico francese sa infuocare l’ambiente se investito di importanza.

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La chiamata alle armi tanto di Luis Enrique quanto di Al Khelaifi rende evidente come il presidente si sia finalmente reso conto di un dato che il calcio non ti permette di ignorare: per fare l’ultimo step per vincere anche un club ricco, importante e blasonato come il PSG ha bisogno del calore della sua gente, di una spinta emotiva che solo chi ti ama incondizionatamente come i tifosi può darti. Questa l’arma in più dei campioni di Francia contro il Borussia Dortmund; per la prima volta forse veramente Ici C’est Paris.

PSG, la prima semifinale non si scorda mai

E in effetti se la prima semifinale non si scorda mai, quella contro il Borussia sarà un debutto particolare per il PSG: tanto nel 2020 quanto nel 2021, la squadra aveva giocato a Lisbona nel primo caso e a porte chiuse nel secondo, ovviamente causa Covid, e questa sarà dunque la prima volta con i tifosi presenti allo stadio. Un qualcosa che è stato sottolineato anche da Al Khelaifi nella sua chiamata alle armi.

Mbappe e Vitinha, PSG @brfootball

“Sono passati 29 anni dall’ultima volta che abbiamo giocato una semifinale di Champions League davanti al nostro pubblico. Tutti i tifosi dovranno spingere la squadra, vogliamo che sia un’atmosfera eccezionale. Se potessi contro il Borussia toglierei tutti i seggiolini dello stadio“. Dubitiamo che questa trovata per avere più pubblico andrà a buon fine, ma il messaggio di Al Khelaifi è chiaro.

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A fargli eco un Luis Enrique che, sicuro che i tifosi saranno con loro soprattutto quando le cose non vanno bene, non vuole alibi: “Per tutto l’anno ci siamo allenati nel subire ingiustizie arbitrali. La palla esce? Si continua. C’è un fallo? Non lo fischio. È il modo perfetto per prepararsi alla vita e a ciò che succede in campo. Le cose non vanno sempre come vorresti”.

E che non si parli di fallimento in caso di Borussia Dortmund vincitore: “La vita va avanti. Ci sarebbe il sole, e quando c’è il sole a Parigi è sempre meraviglioso. Conosco solo una frase in francese. On va gagner. Vinceremo”. Decisamente un PSG più umano dunque, meno spocchioso e forte di un roster di campioni navigati ma desideroso di accumulare tutta l’energie positiva possibile dalla propria gente, per battere il Borussia e ottenere una finale da vincere a tutti i costi.

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