🚀 Roma a caccia di miracoli, Atalanta per la storia: l’Europa parla italiano

Dopo la Fiorentina, tocca a Roma e Atalanta far parlare l'Europa ancora una volta italiano: giallorossi in cerca di miracoli in quel di Leverkusen, Atalanta contro il Marsiglia per scrivere una pagina indelebile di storia

Lorenzo Zucchiatti
8 Minuti di lettura
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Ci siamo lasciati alle spalle una due giorni di gare che in quanto ad emozioni è andata anche oltre le aspettative. Ha innanzitutto confermato come in Champions League il Real Madrid abbia sette vite, e come questo non sia proprio terreno fertile per un PSG costretto ancora una volta a leccarsi le ferite do una nuova eliminazione. Ma anche che l’Europa parla un po’ di italiano, in tutti i senti, visto che la Fiorentina dell’ex tecnico spezzino stacca il pass per la finale di Conference al termine di 90′ al cardiopalma.

Il Bel Paese si augura che ciò possa essere confermato anche in questo giovedì, dove sarà l’Europa League a vedere protagoniste le nostre due rappresentanti ancora in corsa, che approcciano alla gara in momenti e stati d’animo decisamente diversi. La Roma andrà a caccia di miracoli alla BayArena di Leverkusen, per un’impresa oggettivamente impensabile; l’Atalanta vuole scrivere il suo nome nella storia, in 90′ di fuoco con il Marsiglia a Bergamo.

Tra precedenti e momento vissuto tanto in campionato quanto in Europa, le chances di conquistare la finale di Dublino non sono ovviamente le stesse per le due squadre, ma la voglia di arrivarci è la medesima, e se c’è una cosa che ci hanno insegnato le due semifinali di Champions League è che questo calcio frenetico segue regole e logiche tutte sue, che ribaltano pronostici e decidono partite nell’arco di una manciata di minuti.

De Rossi, ricordi il Barcellona?

E partiamo dunque dalla Roma, chiamata ad un’impresa che, dati alla mano, ha veramente poco a cui appigliarsi per arrivare con fiducia al fischio d’inizio. A cominciare da un Bayer Leverkusen da 40 vittorie, 8 pareggi e 0 sconfitte in 48 gare stagionali, con soltanto Borussia Dortmund e Stoccarda in grado di strappare un punticino alla BayArena, risultato di cui i ragazzi di De Rossi non se ne farebbero niente.

De Rossi, Pellegrini e Mancini, Roma

A ciò aggiungiamo che solo una volta nella sua storia, in Europa, la Roma ha ribaltato una sconfitta subita in casa all’andata, contro il Norimberga nel 1989, quando vinse 1-3 grazie ad Renato Portaluppi in stato di grazia. Un buona occasione la ebbe nella Champions League 2007/08, quando ai quarti di finale, dopo aver eliminato il Real Madrid agli ottavi, i giallorossi arrivarono ad Old Trafford dopo aver preso 2 gol dalla United all’Olimpico, ma un certo De Rossi fallì il rigore del vantaggio.

Insomma contro il Bayer Leverkusen serve quel miracolo che non deve avere spiegazioni, proprio come fu contro il Barcellona, in quel magico 10 aprile 2018, quando la Roma ribaltò il 4-1 del Camp Nou con un secco 3-0 rifilato a Messi e compagni. Questa volta però non ci sarà la spinta dell’Olimpico, ma una BayArena gremita, stadio in cui De Rossi segnò una doppietta nella fase a gironi della Champions 2015/16, in un pirotecnico 4-4. Un risultato che questa volta non basterebbe.

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Roma con Pellegrini e Baldanzi

Una cosa è certa, servirà tanta intelligenza alla Roma, in una gara in cui gettarsi subito in avanti contro una squadra in stato di grazia da un anno intero e che trova il gol con una facilità disarmante, risulterebbe deleterio. La gara d’andata ha dimostrato che dietro il Bayer Leverkusen non è impeccabile, può essere perforato, a patto che occasioni come la traversa di Lukaku ad inizio gara e il gol mangiato da Abraham in pieno recupero abbiano miglior sorte.

🚀 Roma a caccia di miracoli, Atalanta per la storia: l'Europa parla italiano

Chiamato ad una gara diversa è un Lorenzo Pellegrini che, rivitalizzato dalla cura De Rossi, non si è confermato nel match d’andata, risultando uno dei più nascosti al di là di un gran destro a giro da fuori che ha messo i brividi a Kovar. Probabile occasione anche per Baldanzi, che sta cominciando ad entrare nei meccanismi Roma, e potrebbe tenere a riposo un acciaccato Dybala. Okey l’Europa League, ma domenica lo scontro diretto con l’Atalanta vale la Champions, e De Rossi deve tenerne conto.

Atalanta, sei più forte

Mai una finale europea in 117 anni di storia, e ultimo trofeo alzato al cielo 61 anni fa, una Coppa Italia vinta nel 1963 contro il Torino. Lecito che le gambe possano tremare un po’ per l’Atalanta a poche ore da una gara che può fare la storia del club, e davanti c’è un Marsiglia temibile ma che la Dea può assolutamente battere. Un discorso che vale anche per Gasperini stesso, un tecnico al quale, al di là di simpatie o meno, sono state date tutte le etichette positive possibili, meno quella di vincente.

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Seppur quella dell’andata sia stata una gara equilibrata, con i francesi ad un passo dalla vittoria con Aubameyang e Ounahi e i nerazzurri con i contropiedi di Lookman e Miranchuk, con una sensazione addetti ai lavori e non sono usciti dal Velodrome: l’Atalanta è più forte, tanto nei singoli quanto nell’organizzazione di squadra. Ma poi c’è il campo, e al Gewiss Stadium servirà la miglior versione della Dea.

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Ecco appunto, il fattore casa, qualcosa su cui la squadra di Gasset punta molto e che sarà appannaggio degli uomini di Gasperini questa volta. Il percorso in trasferta in Europa del Marsiglia è piuttosto eloquente: preliminare di Champions League perso contro il Panathinaikos (1-0 in Grecia), una sola vittoria in casa dell’AEK Atene, due pareggi con Ajax e Shakhtar, tre sconfitte con Brighton, Villarreal e Benfica. Al Gewiss Stadium le gambe non dovranno tremare, per un’Atalanta che vede Dublino.

Ancora Scamacca e Koopmeiners

E in effetti la Dea è all’interno della settimana più importante della sua storia, visto che, alle semifinale di ritorno di Europa League, seguiranno la sfida Champions contro la Roma in campionato e la finale di Coppa Italia con la Juventus il mercoledì successivo. Difficile però fare calcoli quando il pass per Dublino è lì, a portata di mano, e dunque probabile che l’Atalanta si affidi ai migliori.

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Pronti a questo proposito ancora Scamacca e Koopmeiners, il primo a quota 17 stagionali, 9 dei quali nelle ultime 10 gare tra campionato, Coppa Italia ed Europa League, il secondo a 15 da centrocampista, destinato ad infiammare il calciomercato estivo. Insieme a loro due De Ketelaere, con Lookman e Miranchuk pronti a spaccare la partita nel secondo tempo. Pesante l’assenza dietro di Kolasinac, perfetto anche a Marsiglia prima di uscire per un infortunio muscolare, ma l’Atalanta è più forte anche di questo, ed insieme alla Roma cercherà di far parlare ancora più italiano quest’Europa.

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