Serie A, Monza e Torino sognano: la Lazio inguaia il Frosinone

Sabato di Serie A all'insegna delle montagne russe: il Monza e il Torino continuano a sognare l'Europa, la Lazio risorge e inguaia un Frosinone che ha smarrito l'entusiasmo

A cura di Lorenzo Ferrai
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La Serie A deve ancora mandare in scena le gare della domenica, con ben due piatti forti: Atalanta-Fiorentina e Inter-Napoli. Ma il sabato di campionato ha comunque fornito diversi spunti in vista del prossimo futuro. Se è vero che l’anno prossimo porteremo cinque squadre in Champions League (ranking permettendo), l’ottava potrebbe trovare spazio in Conference. Ecco dunque che le vittorie di Monza e Torino possono rivelarsi ben più pesanti di quanto non lo siano già.

Qui si fa l’Europa

I lombardi hanno vinto la resistenza di un Cagliari comunque vivo, mentre Zapata e Vlasic hanno sentenziato l’Udinese. Palladino e Juric procedono quasi a braccetto, rispettivamente a -1 e a -2 da un’ottava posizione che, ad oggi, varrebbe il piazzamento europeo. Per il Monza sarebbe il coronamento di un sogno che, fino a due anni fa, pareva una folle utopia. Mentre il Toro centrerebbe finalmente l’obiettivo tanto bramato da Urbano Cairo.

Agli scossoni nelle zone nobili della classifica, corrispondono anche i ribaltoni nei bassifondi della Serie A. Perché se è vero che il Sassuolo fino a qualche settimana pareva pressoché spacciato, le sconfitte di Empoli e Frosinone hanno rimesso in corsa i neroverdi, attesi dalla Roma all’Olimpico. Dall’altra parte della Capitale, la Lazio ha invece superato egregiamente il terremoto vissuto in settimana, con le dimissioni di Sarri e la conseguente nomina di Tudor.

Eusebio Di Francesco, Frosinone
Eusebio Di Francesco, Frosinone @livephotosport

La sopravvivenza è dura

Allo Stirpe, la Lazio ha reagito allo svantaggio, firmato da Lirola, e si è abbattuta come un uragano su un Frosinone combattivo, ma troppo fragile emotivamente e difensivamente. In meno di un mese, i ciociari sono stati catapultati in un mondo che sembrava non appartenergli. Terzultima posizione e serio rischio di perdere il treno per restare in Serie A. La “salvezza” dei ciociari sono state appunto le battute d’arresto di Empoli e Cagliari, che tengono il gruppetto di coda ancora bello compatto.

Ma il Frosinone si è riscoperto fin troppo debole, specialmente dal punto di vista mentale. Il bel gioco tanto decantato, figlio di un undici all’insegna della linea verde, sembra essersi ritorto contro un Di Francesco colpevole fino a un certo punto. Questa squadra manca di carattere e per lottare contro la burrasca della retrocessione, esso rappresenta un dettaglio cruciale.

E se è vero che le varie Cagliari, Empoli, Verona, Udinese e Lecce sono -da un certo punto di vista- abituate a lottare per non annegare, il Sassuolo e questo Frosinone non possono dire lo stesso. Ma gli emiliani hanno un Ballardini in più, specialista in fatto di salvezze. I ciociari si ritrovano in una dimensione che non gli è mai appartenuta, almeno quest’anno. Ridimensionare il proprio ego non è così semplice. E i punti adesso cominciano a pesare. La pressione sale e il margine d’errore diminuisce sempre di più.

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