Quando si parla dei paesi di montagna più alti d'Italia, il pensiero corre quasi sempre alle Dolomiti o ai grandi villaggi delle Alpi più celebri. Eppure il primato assoluto non appartiene a nessuno di questi luoghi: si nasconde in Piemonte, su un colle spazzato dal vento che mette in comunicazione due valli, a una quota dove la neve cade da ottobre ad aprile.

Il suo nome lo sveleremo tra poco. Per ora, seguiamo gli indizi.

Un colle tra Val Chisone e Val di Susa

Per trovarlo bisogna salire nella montagna torinese, dove le Alpi Cozie disegnano un valico naturale tra l'alta Val Chisone e l'alta Valle di Susa. Qui, a 2.035 metri sul livello del mare, sorge il comune più alto d'Italia: il primato si misura sull'altitudine della casa comunale, e nessun altro municipio italiano si trova così in quota.

Per dare un'idea: il secondo comune più alto della Penisola, Chamois in Valle d'Aosta, si ferma a circa 1.818 metri, quasi duecento metri più in basso. Più in alto in assoluto come centro abitato c'è solo Trepalle, che però è una frazione di Livigno, non un comune.

Dove l'inverno dura sei mesi

A questa quota il clima detta legge. La temperatura media annua si aggira intorno ai 2,9 gradi, uno dei valori più bassi d'Italia, e il paese detiene il primato nazionale per gradi giorno, l'indice che misura quanto a lungo serve riscaldare le case. La neve, qui, non è un evento ma una presenza strutturale: cade in genere da ottobre ad aprile, ed è proprio questa lunga stagione bianca ad aver fatto la fortuna del luogo.

Due torri e un'idea nata dal nulla

A renderlo inconfondibile sono due torri cilindriche che svettano sul colle, visibili da lontano. Non sono i resti di un castello medievale: sono il simbolo di qualcosa di molto più recente e insolito. Perché questo paese non è cresciuto lentamente nei secoli, come quasi tutti i borghi italiani, ma è stato progettato e costruito ex novo negli anni Trenta del Novecento, per volontà di un grande industriale torinese.

A questo punto, chi conosce le Alpi piemontesi avrà già capito. Stiamo parlando di Sestriere, in provincia di Torino.

Sestriere, l'invenzione degli Agnelli

All'inizio degli anni Trenta il Colle del Sestriere era poco più di un pascolo d'alta quota, quasi disabitato. Fu Giovanni Agnelli, fondatore della FIAT, ad acquistarne i terreni nel 1930 con un'idea precisa: creare da zero una moderna stazione sciistica, un luogo di vacanza pensato anche per i lavoratori dell'azienda torinese. Il progetto fu affidato all'ingegnere Vittorio Bonadè Bottino, lo stesso del Lingotto, che disegnò impianti, alberghi e le celebri torri.

Il comune nacque ufficialmente per regio decreto il 18 ottobre 1934 ed entrò in funzione il 1° gennaio 1935. Il nome affonda invece radici ben più antiche: deriva da Petra Sextreria, la "sesta pietra" che in epoca romana serviva da punto di riferimento per misurare la distanza in miglia da Torino.

La capitale italiana dello sci

Da allora Sestriere è diventata un nome conosciuto in tutto il mondo dello sport. Oggi è il cuore del comprensorio della Via Lattea, centinaia di chilometri di piste collegate a cavallo tra Italia e Francia. Qui si è disputata la Coppa del Mondo di sci alpino fin dal 1967, si sono tenuti i Campionati mondiali del 1997 e, soprattutto, le gare di sci alpino dei Giochi olimpici invernali di Torino 2006, con le prove maschili e gli slalom femminili lungo le piste del colle.

Non solo neve

Sarebbe però un errore pensare a Sestriere solo d'inverno. D'estate il paese cambia volto e diventa la base per escursioni e mountain bike tra prati e laghetti d'alta quota, mentre le grandi corse ciclistiche, dal Giro d'Italia al Tour de France, ne hanno più volte affrontato la dura salita. C'è perfino un campo da golf a 18 buche che, per la sua posizione, è tra i più alti d'Europa.

A tavola, sapori d'alta montagna

La cucina è quella robusta delle valli alpine piemontesi: polenta, formaggi d'alpeggio, piatti di selvaggina e zuppe che scaldano nelle lunghe giornate fredde, da accompagnare magari con un bicchierino di genepì, il liquore d'erbe tipico di queste montagne.

Quando andare

L'inverno resta la stagione regina per chi ama sciare, con un innevamento tra i più affidabili dell'arco alpino. Ma anche l'estate ha il suo fascino: aria fresca, sentieri, silenzio e cieli limpidi, lontano dall'afa delle città. In ogni stagione, arrivare quassù significa raggiungere il punto più alto dove, in Italia, si trovi un intero comune.

Ed è forse questa la sua magia: non un borgo antico arroccato sul mare, ma una città nata dall'ambizione di un uomo, là dove prima c'erano soltanto neve e vento.