😋 Voglia d’Europa: Milan e Fiorentina per l’onore, Atalanta per la storia

La voglia d'Europa non si esaurisce con la due giorni di Champions League, con le 4 italiane coinvolte pronte ad infiammare il giovedì sera: Roma e Milan per il secondo round del "derby", Atalanta per scrivere un'altra pagina di storia, Fiorentina per svoltare la stagione

Lorenzo Zucchiatti
16 Minuti di lettura
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Siamo nel pieno di un’altra due giorni di Champions League entusiasmante, che dopo il record dei 18 gol delle gare d’andata dei quarti, ne ha regalati 11 solo con Barcellona-PSG e Borussia Dortmund-Atletico Madrid. In attesa della finale anticipata tra City e Real e il big match dell’Allianz Arena tra Bayern Monaco ed Arsenal, la voglia d’Europa coinvolge anche le italiane, con Conference ed Europa League che ci vedono presi in causa.

Un giovedì sera che, oltre a vedere matematicamente chiuso il discorso Ranking UEFA, con una squadra in più in Champions l’anno prossimo, potrebbe regalarci anche tre semifinaliste nelle due competizioni sopracitate, in cerca di riscatto dopo le finali perse dell’anno scorso. Occhi puntati su il derby Roma-Milan, ma in contemporanea anche l’Atalanta contro il Liverpool e la Fiorentina con il Viktoria Plzen.

Stati d’animo e motivazioni diverse spingono le 4 italiane a puntare forte sull’Europa, per riportare in Italia un trofeo internazionale dopo la Conference League della Roma di due anni fa. Milan e Fiorentina puntano a salvare una stagione non del tutto soddisfacente fin qui, mentre l’Atalanta vuole fare la storia buttando fuori i favoriti dopo lo 0-3 di Anfield, in una serata in cui il calcio italiano deve alzare la voce.

Milan, tutto in 5 giorni

E partiamo dunque dai rossoneri, che si giocano di fatto la stagione in 5 giorni. Chiariamo, i due appuntamenti in questione hanno decisamente un contesto ed un peso diverso sull’annata, il primo fondamentale per risultati sportivi e futuro, il secondo per l’onore. Milan in campo a Roma per ribaltare lo 0-1 dell’andata, firmato Mancini, e non salutare definitivamente l’Europa, dopo la delusione in Champions League.

Esultanza Milan
Esultanza Milan @livephotosport

Lunedì prossimo poi sarà la volta della sfida contro l’Inter, partita in cui i nerazzurri potrebbero alzare lo scudetto in faccia ai cugini in caso di vittoria. Uno smacco non da poco che il Milan vuole assolutamente evitare, oltre al fatto che Pioli ha vinto solo 3 dei 14 derby giocati alla guida del Diavolo, un qualcosa che la tifoseria non gli ha mai perdonato. Come detto però, l’Europa League è l’obbiettivo stagionale.

A Roma per la svolta: Chuckwueze l’arma in più

La gara d’andata ha lasciato basiti i tifosi rossoneri, che hanno visto una squadra spenta, timorosa e poco pericolosa. Rispetto alla Roma, la squadra di Pioli è arrivata all’appuntamento giocando gare di campionato poco importanti a livello di classifica, e ciò può aver fatto la differenza, con De Rossi che ha incartato il Milan grazie ad un gioco avvolgente e ad una difesa quasi perfetta.

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A Roma serva una svolta prima di tutto nella testa dei giocatori prima ancora che a livello tattico, consapevoli che questi 90′ o più valgono la stagione. Il rientro dello squalificato Tomori è fondamentale per una solidità difensiva precaria nelle ultime due gare, ed anche dalla cintola in su potrebbero esserci novità.

Chukwueze, Milan
Chukwueze, Milan @Twitter

Possibile l’impiego di Loftus-Cheek in mediana insieme a Bennacer, per dare più fisico in messo al campo ed una propensione offensiva maggiore. Il tutto sarebbe giustificato da un Chukwueze arma in più dei dei rossoneri nell’ultimo periodo, difficile da tenere fuori visto lo stato di forma dimostrato. E dunque Pulisic da trequartista ed un Leao che dovrà cancellare la terribile prestazione dell’andata e trascinare il Milan in semifinale di Europa League.

Pioli in bilico e sostituti in agguato

Chi sentirà sicuramente più di tutti la sfida di questa sera è un Pioli sempre più in bilico, consapevole ormai da settimane che l’unica speranza di ritagliarsi la possibilità di sedere sulla panchina del Milan anche l’anno prossimo è vincere l’Europa League. Il lavoro del tecnico di Parma è sotto gli occhi di tutti, con lo scudetto di due anni fa ed una squadra tornata in pianta stabile in Champions League, ma ciò sembra non bastare più.

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La sensazione che Pioli sia arrivato alla fine di un ciclo è evidente, e solo il successo europeo potrebbe cambiare le carte in tavola, con Ibrahimovic pronto alla rivoluzione. Il sogno è un Antonio Conte pronto a tornare in corsa e che potrebbe vedere nel Milan un progetto adatto a lui, con una buona base da cui partire, bisognosa però di un allenatore tutto d’un pezzo come lui per tornare a vincere.

Pioli, Milan
Pioli, Milan @livephotosport

Il Corriere dello Sport però rilancia il nome di Lopetegui tra i possibili sostituti: un curriculum non da poco, con esperienze al Real Madrid, Siviglia, Wolverhampton e nazionale spagnola, con Moncada che lo avrebbe già incontrato due volte per sondare il terreno. Va da se che una piazza come il Milan interesserebbe non poco al tecnico, che guarderà trepidante la sfida con a Roma di sta sera, nodo cruciale per il futuro di Pioli.

Una Roma consapevole

Dai 5 giorni determinanti del Milan ad un mese di fuoco per la Roma, pronta ad affrontare un calendario di ferro che dirà molto sull’esito finale di tale stagione: dopo il ritorno di Europa League i giallorossi affronteranno Bologna, Napoli, Juventus ed Atalanta in fila, gare che diranno se la squadra tornerà in Champions League dopo 5 stagioni d’assenza o sarà l’ennesima delusione in tal senso.

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Dall’arrivo di De Rossi il cambio di marcia è stata evidente, oltre ad una rinnovata fiducia dell’ambiente. Ciò che più si nota è una Roma consapevole dei propri mezzi, finalmente conscia di avere tanta qualità e di poter giocare a calcio. Le stesse gare contro Inter, Lecce ed Udinese (da completare giovedì 25 marzo), che hanno presentato delle difficoltà, hanno mostrato comunque una squadra viva, che deve ora completare l’opera contro il Milan dopo lo 0-1 dell’andata.

De Rossi parla di calcio

A San Siro il buon Daniele De Rossi ha dimostrato ancora una volta di essere un allenatore con tanto potenziale e idee non banali ogni volta che si tratta di preparare le partite. La mossa di mettere El Shaarawy a destra, sulla corsia di Theo Hernandez e Leao, ha sorpreso il Milan, rivelandosi poi estremamente vincente vista l’opacità delle prestazioni dei due totem rossoneri.

De Rossi, Pellegrini e Mancini, Roma
De Rossi, Pellegrini e Mancini, Roma @Twitter

Interessante sarà vedere cosa si inventerà per la sfida dell’Olimpico, con una Roma priva di un pilastro ed equilibratore come Cristante, squalificato per somma di ammonizioni. Ciò però che piace maggiormente ad addetti ai lavori e non è un qualcosa che nella capitale non si vedeva da tempo: De Rossi parla di calcio.

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Proteste della panchina durante le gare praticamente azzerate, polemiche post partita di fatto assenti o ben argomentate, spiegazioni sempre puntuali su scelte iniziali e letture durante le partite, cose che rendono il prodotto calcio estremamente interessante. Bel gioco e comportamento impeccabile, ma ora c’è il Milan da battere per le semifinali di Europa League ed una Champions da conquistare, per la Roma e per il suo futuro.

Quando la riconferma?

Arrivati a questo punto della stagione giallorossa, la domanda è d’obbligo: quando arriva la riconferma di De Rossi? Più di qualcuno si aspettava che questa potesse già essere annunciata a questo punto, o che quanto meno la società si esponesse mediaticamente in tal senso, ma per ora tutto tace.

De Rossi, Roma
De Rossi, Roma @livephotosport

“Se pensiamo a quanto sono a rischio, a quanto durerà, non ci godiamo quello che stiamo facendo. Da quando sono arrivato sono tante le giornate felici che ho trascorso. Penso a quello, non alla possibilità di rinnovo in base al risultato di domani”, queste le parole di De Rossi in conferenza pre Milan, a testimoniare quanto il focus dell’ex capitano della Roma sia esclusivamente al campo.

Ciò che sta ottenendo parla per lui, oltre ad Olimpico che finalmente apprezza il gioco e lo spirito espresso dalla squadra, a prescindere dall’esito finale. I risultati, si sa, fanno la differenza, e la qualificazione alla prossima Champions è fondamentale per De Rossi per guadagnarsi la riconferma, con la ciliegina Europa da aggiungere alla torta.

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Atalanta, non aver paura

Roma-Milan il derby che catalizzerà l’attenzione, ma nella gara d’andata c’è un’Atalanta che ha scritto una pagine di storia indelebile. Trovare chi, alla viglia, pronosticasse una Dea che approcciasse alla gara di ritorno con uno 0-3 in tasca dall’andata è decisamente impossibile, ma la prestazione di Anfield regala la possibilità alla squadra di regalarsi una semifinale di Europa League storica, la prima volta per il club bergamasco.

Esultanza Atalanta
Esultanza Atalanta*

Fondamentale sarà non avere paura di vincere, contro un Liverpool ferito dal primo round e dalla sconfitta contro il Crystal Palace in campionato, ma pur sempre una delle squadre più forti d’Europa. La capacità delle squadre inglesi di ribaltare risultati di questo tipo, i Reds in particolare, è cosa nota, ma l’Atalanta è ad un passo da un sogno Europa League, che sta rapidamente diventando obbiettivo sensibile.

Gasperini: “La partita più importante nella storia dell’Atalanta”

Va da se che l’approccio alla partita sarà fondamentale, con le gambe che non dovranno tremare di fronte alla furia del Liverpool, che tenterà di aggredire alto e di trovare la via del gol già nelle prime battute. Atalanta che non dovrà farsi schiacciare, posto che trovare la rete è cosa fondamentale e assolutamente possibile.

L’ultimo clean sheet dei Reds risale al 2 marzo contro il Nottingham Forest, avendo sempre preso gol nelle successive 9 gare tra campionato, coppa ed Europa League. La stessa gara d’andata contro la banda di Gasperini ha messo in mostra fragilità notevoli in fase arretrata, tanto di reparto quanto nei singoli, cosa che l’Atalanta dovrà sfruttare a dovere.

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Gian Piero Gasperini, Atalanta
Gian Piero Gasperini, Atalanta @livephotosport

Nell’avvicinamento alla gara ha parlato così Gasperini ai microfoni di Sky Sport: “Nella storia dell’Atalanta è forse la partita più importante, dovremo affrontarla senza pensare al vantaggio dell’andata come se fossimo 0-0. Il Liverpool rimane una grande squadra in grado di fare dei gol, ma anche noi dovremo avere il pensiero di poter segnare per passare il turno”.

Tutto in 90′ e niente di più, si spera, per un’Atalanta che, vedendo le partite delle ultime settimane, sembra aver chiarito definitivamente le sue priorità: squadra decisamente più distratta in campionato e concentrata sulla rimonta in Coppa Italia, per battere la Fiorentina e conquistare la finale, e sul sogno Europa League, ora sempre più concreto.

La Fiorentina e i fantasmi del passato

Ultima, ma non per importanza, c’è una Fiorentina chiamata ad un appuntamento fondamentale della sua stagione. L’andata dei quarti di finale di Conference League ha portato in dote uno sciapo 0-0 contro un Viktoria Plzen di certo non entusiasmante. Ora però il teatro diventa il Franchi, e davanti alla propria gente è vietato fallire.

Che la Fiorentina sia superiore è un dato di fatto, ma il doppio confronto degli ottavi con il Maccabi Haifa dimostra che la viola non può permettersi si prendere sotto gamba nessun avversario. In una Serie A che sta deludendo molto l’ambiente, il 2024 può essere salvato tramite le coppe, ma ci saranno da sconfiggere i fantasmi del passato.

Firenze brama un trofeo

Con l’8° posto distante 5 punti, la via migliore per conquistare l’Europa League è ormai diventata la vittoria in una delle due coppe che la Fiorentina si sta giocando, ma non si tratta solo di questo: Firenze brama un trofeo che manca da 2001, quando vinse quella Coppa Italia che ora la può rivedere nuovamente in finale dopo l’1-0 rifilato all’Atalanta nella gara d’andata delle semifinali.

Mandragora, Fiorentina
Mandragora, Fiorentina @Twitter

E poi c’è la Conference League, con il fato che l’ha messa contro il Viktoria Plzen ai quarti e con la vincente tra PAOK e Brugge in caso di passaggio del turno; un corridoio decisamente favorevole. Le due finali perse nella scorsa stagione pesano ancora come macigni, ed Italiano, certo ormai di dire addio alla Fiorentina a fine anno, vuole concludere il suo ciclo con un riconoscimento tangibile del lavoro svolto.

Per lui possibile futuro al Napoli, che lo osserva attentamente per costruire un nuovo ciclo vincente, mentre i viola dovranno anch’essi pianificare una mini rivoluzione. Per il sostituto, Gilardino e Palladino sono i maggiori indiziati, allenatori giovani che stanno però dimostrando di avere idee nuove e vincenti, pronti probabilmente per applicarle in una realtà leggermente superiore.

Poter contare sull’Europa anche l’anno prossimo sarà fondamentale per pianificare nuovo allenatore e acquisiti estivi, e ciò non vale solo per la Fiorentina. Tutte le italiane, dal Milan alla Roma fino all’Atalanta, si giocano molto in questo giovedì di coppa, che si spera possa regalarci tre semifinaliste.

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