D'estate spuntano ovunque bustine di sali, tavolette di elettroliti e bevande colorate che promettono di combattere la disidratazione. Con il caldo di luglio, il calciatore suda molto e perde sali: ma questi integratori servono davvero? La scienza offre una risposta più equilibrata di quanto suggerisca il marketing.

Cosa sono gli elettroliti e perché si perdono

Gli elettroliti sono minerali che, disciolti nell'acqua, conducono cariche elettriche e regolano funzioni vitali come la contrazione muscolare e l'equilibrio dei liquidi. Con il sudore si perdono soprattutto sodio e cloro; le perdite di altri minerali come magnesio e potassio sono molto più piccole. Il sodio è quindi l'elettrolita chiave da considerare quando si suda molto.

Quanto sodio si perde col sudore

Le perdite variano enormemente da persona a persona. Le concentrazioni di sodio nel sudore negli sport come il calcio possono variare in un ampio range tra gli atleti (Baker, revisione su sudorazione e sodio, PMC). Esistono i cosiddetti "salty sweater", persone che perdono molto sodio e la cui maglietta lascia aloni bianchi di sale dopo l'allenamento: sono i soggetti che più beneficiano di un reintegro mirato.

Il punto chiave: la dieta normale spesso basta

Ecco il dato che sorprende. Secondo la ricerca, salvo i primi giorni di esposizione al caldo, l'integrazione di elettroliti spesso non è necessaria, perché il normale apporto di sodio con la dieta copre le perdite con il sudore (revisione su fluidi ed elettroliti nello stress da caldo, ScienceDirect). Nella maggior parte dei casi, ciò che si mangia e si beve nella dieta quotidiana dopo un allenamento intenso è sufficiente a reintegrare il sodio perso. In pratica: per molti calciatori, un pasto salato dopo la partita fa il lavoro di tante bustine.

Quando invece gli integratori salini servono

Ci sono situazioni in cui il reintegro mirato ha senso. Il consensus del Comitato Olimpico Internazionale sulle competizioni nel caldo suggerisce che, per chi perde molto sale, è possibile usare l'integrazione di sodio per sforzi che durano più di un'ora (Human Kinetics, perdite ed elettroliti). I casi in cui gli elettroliti aiutano davvero:

Il sodio aiuta a trattenere i liquidi

C'è un vantaggio pratico del sodio spesso ignorato: aggiungere sodio alle bevande migliora la quantità di liquido trattenuto, invece di perderlo con le urine. Per questo, nella fase di reidratazione dopo la partita, le bevande con sodio sono più efficaci della sola acqua. Le linee guida ACSM indicano di assumere circa 1,5 litri di liquidi contenenti sodio per ogni kg di peso perso con il sudore. Il sodio nelle bevande migliora anche il sapore e invoglia a bere di più.

Attenzione all'eccesso opposto: troppa acqua

Un rischio poco noto ma serio è l'iponatriemia: bere quantità enormi di sola acqua diluisce troppo il sodio nel sangue. Includere elettroliti aiuta a mantenere l'osmolalità del sangue e riduce questo rischio. La chiave, quindi, non è "più sali possibile", ma il giusto equilibrio tra acqua e sodio in base alle perdite reali.

In sintesi

Gli integratori salini non sono un obbligo per tutti: nella maggior parte dei casi una dieta normale copre le perdite di sodio del calciatore. Diventano però utili con il caldo estremo, negli sforzi lunghi, per i forti sudatori e nei tornei ravvicinati, quando aiutano a trattenere i liquidi e a reidratarsi meglio. La strategia più intelligente è personalizzare in base alle proprie perdite, non seguire il marketing. Un pizzico di sale al posto giusto vale più di una bustina costosa usata a caso.

Fonti scientifiche citate: