Francesco Repice in ESCLUSIVA: “Juventus saluta la Champions e prendi un regista, derby di Roma inutile, a Mancini dico di convocare…”

Nicola Liberti
10 Minuti di lettura
- Pubblicità -

Seguici sui nostri canali

Francesco Repice, giornalista e telecronista RAI che tra le altre ha commentato anche la cavalcata della spedizione azzurra di Roberto Mancini ad Euro2020, è intervenuto ai nostri microfoni per parlare del match decisivo di Champions League tra Juventus e Villarreal, valevole per il ritorno degli ottavi di finale.

Immobile in Nazionale
Immobile in Nazionale

Italia, gli spareggi Mondiali bussano alla porta

Vuole raccontarci come giunse a quel monologo da brividi dell’Europeo?

Ti dico che non era preparato, non preparo mai nulla, in postazione non ho nemmeno una penna. Fu tutto spontaneo, ricordo che mi lasciai trasportare da questo ‘Football’s coming home’

La prossima settimana vedremo Italia-Macedonia, come vede gli azzurri e chi convocherebbe?

Per come la penso io, l’Italia è chiamata a disputare tornei, non campionati. Questo implica che si giochino solamente 7 partite, serve quindi avere gli uomini chiave in condizioni importanti, solo così puoi pensare di arrivare fino in fondo. Servono convocare giocatori forti e che stiano bene al momento della chiamata. Alla vigilia del Mondiale servirà convocare quelli che stanno meglio in quel preciso momento. In queste due partite, sperando siano due, servono invece i giocatori più forti, giocatori in grado di gestire queste partite. Giocatori d’esperienza come Chiellini Verratti. Poi ti faccio il nome del più forte di tutti: Nicolò Zaniolo. È quello che ti può risolvere queste partite. Ci serviranno quei calciatori che negli ultimi incontri ci sono mancati alla fine. Già senza Leonardo Spinazzola perdiamo imprevedibilità, un giocatore che crea sempre superiorità numerica, è importantissimo“.

Quanto agli attaccanti, a chi si affiderebbe per portarci in Qatar?

- Pubblicità -

Chiamerei sempre lo stesso, è quello che segna più di tutti. Magari non avrà le caratteristiche migliori per il nostro gioco, ma Ciro Immobile deve giocare sempre e comunque. Piaccia o no è quello che segna più di chiunque altro a disposizione“.

Vlahovic, Villarreal-Juventus
Vlahovic, Villarreal-Juventus

Juventus arriva il Villarreal, e il regista…

Secondo lei la Juventus può vincere lo Scudetto o la Champions League?

No e No. La Juventus non può rientrare nella corsa Scudetto, dovrebbero fare un suicidio sportivo quelle davanti, al momento è impossibile. Allo stesso modo ti dico che non vincerà la Champions. Secondo me però per Massimilano Allegri vale un discorso identico a quello di José Mourinho: loro due hanno alzato nettamente il livello della squadra, senza di loro sarebbero entrambe più indietro”.

- Pubblicità -

Stasera invece sarà Juventus-Villarreal, come vede la partita?

“Quella di stasera sarà una partitaccia, loro terranno palla la maggior parte del tempo e saranno pericolosi. Il loro gioco è questo, lo si è visto all’andata, attenzione però perché dietro concedono. Dovrà essere la partita di Dusan Vlahovic, sarà cruciale contro il Villarreal. Al momento poi il problema di Allegri è il centrocampo: nella sua precedente esperienza invece ha avuto un fenomeno inarrivabile come Andrea Pirlo, o Miralem Pjanic successivamente. Con i giocatori che ha attualmente a disposizione invece, toccando tanto il pallone danno tempo e modo agli avversari di riposizionarsi. I campioni che ho citato hanno un bagaglio tecnico infinito che adesso nessun giocatore della Juventus può dire di avere“.

Manca un giocatore come Sami Khedira oggi ad Allegri?

- Pubblicità -

Esattamente giocatori di questa tipologia, era un giocatore di un’altra categoria in mezzo al campo nonostante le critiche ricevute a Torino. Ai suoi tempi poi c’erano Paul Pogba e Claudio Marchisio. Ad oggi farebbe molto comodo, invece così sei costretto a bypassare quella zona

Ad oggi cosa manca a questa Juve? Come pensa del possibile riscatto di Morata?

Né il riscatto di Alvaro Morata né altri acquisti sono necessari ad oggi. A questi bianconeri serve il regista che si carichi la squadra sulle spalle: la Juventus è Cuadrado dipendente. Ad oggi di top level in quel ruolo vedo solo Luka Modric e Marco Verratti, entrambi incedibili per le rispettive squadre. Ho avuto la fortuna di raccontare Xavi, Iniesta Pizarro, ad oggi non vedo quasi nessun regista a quei livelli se non chi ti ho citato“.

- Pubblicità -
Zielinski (Napoli) Theo Hernandez (Milan)
Zielinski (Napoli) Theo Hernandez (Milan)

Corsa Scudetto al sapore di ricordi

Tornando al discorso centrocampo, chi ha il migliore della Serie A a suo parere?

Il Milan ha un gran centrocampo formato da giovani ragazzi e di prospettiva, se invece parliamo di talento non ho dubbi: il reparto della Lazio ha una cifra tecnica che nessuno ha in Italia in questo momento“.

Quanto al discorso Scudetto, chi vede come favorita?

Se la giocano Milan, Inter e Napoli: nessuna di loro ha le coppe salvo le milanesi con la Coppa Italia, anche se inciderà molto poco essendo una sola partita in più. Sarà una lotta punto a punto, fino alla fine, vincerà chi sbaglierà meno. Se la Juventus avesse avuto 4 punti in più non avrei avuto alcun dubbio a decretare loro come vincitori. Allegri comunque nonostante le solite dichiarazioni ci spera, sa di poterle vincere tutte di qui alla fine“.

- Pubblicità -

Un parere su Victor Osimhen?

Deve imparare ancora tanto in tanti aspetti. È fortissimo, deve imparare a giocare al pallone, a sapere cosa fare quando ha la palla tra i piedi e migliorare nel difenderla quando è in suo possesso. Superati questi scogli sarà un giocatore fortissimo“.

Lei ebbe la fortuna di commentare la vittoria del Triplete da parte dell’Inter e l’addio al calcio di Alessandro Del Piero, ci racconti le sensazioni che ha provato.

Quella fu forse l’ultima volta che apprezzai la Milano che conosco io, quella operaia, dei cortei, delle nebbie, della consapevolezza. Ci vedevo le tracce dell’Inter di Herrera perché nonostante la proprietà milionaria non c’era ostentazione, apprezzavo molto questo aspetto. Sull’addio di Del Piero ti dico che per la prima volta ebbi la sensazione che la folla fosse in forte disaccordo con i vertici dirigenziali. Gli addii di figure come la sua o De Rossi e Totti mi hanno dato le stesse sensazioni di quel 30 maggio 1984. Perdere una finale con quel centrocampo, a parer mio il più forte di sempre in Italia, non si augura a nessuno. A Roma io da tifoso non ho mai vinto nulla, ma avere Francesco era il nostro vanto, ci faceva camminare a testa alta: è stato il più forte italiano di sempre. Nemmeno la semifinale di Champions League dell’anno successivo mi ha mai tolto il dolore del suo addio. In ambienti più abituati a vincere, come può essere quello della Juventus, invece si ha la consapevolezza che nonostante i grandi addii si potrà sempre vincere

- Pubblicità -

Riguardo quella semifinale contro il Liverpool, crede che la Roma avrebbe potuto passare il turno?

Quella semifinale ad oggi, col VAR, l’avremmo passata noi. Ricordo ancora quei due gol irregolari ed ingiustamente convalidati. Ti dico però che in finale avremmo perso, quel Real Madrid era di un’altra categoria“.

Zaniolo
Nicolò Zaniolo, attaccante della Roma

Roma-Lazio, derby calling

Vede questo derby come spartiacque per le due squadre a livello di posizionamento nella zona Europa in classifica?

Questo derby non conta nulla per entrambe a parer mio. Europa League o Conference non sono nelle ambizioni di nessuna delle due squadre ed ormai la Champions League è sfuggita. Per la Roma è più importante domani contro il Vitesse, passare farebbe sì di poter provare a vincere il trofeo. A me non cambierebbe nulla giocare Europa o Conference. Poi siamo cantieri aperti e dal prossimo anno bisognerà investire molto“.

Se fosse nelle due squadre, quale giocatore ruberebbe all’altra?

Fossi la Roma ruberei alla Lazio Luis Alberto, ha un tocco fantastico. Dal lato opposto ti dico ancora Nicolò Zaniolo, lui è una cosa differente da tutti. Credo nei prossimi mesi si giochi il proprio futuro. È al bivio tra diventare un giocatore molto forte o essere un fuoriclasse assoluto. Deve capire che si gioca con i compagni, non sempre può distruggere le difese avversarie da solo. È forte fisicamente, di sinistro tira fortissimo, è una cosa differente da tutti“.

Si Parla di:

Accedi per ricevere Aggiornamenti

Segui le squadre o le competizioni che preferisci per restare sempre aggiornato!

Proseguendo dichiari di aver letto e compreso
l’informativa privacy

P