😮 Caso razzismo, “Piange per le telecamere”: l’attacco diretto a Vinicius

Continua ad incalzare il caso relativo al razzismo, soprattutto con Vinicius che si è messo a pinagere per liberarsi dai mille insulti: il calciatore brasiliano, però, è stato criticato da molti, con alcuni che lo hanno additato come un finto

Redazione
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Nonostante passino i giorni, sull’onda anche di quanto successo in Italia con il caso tra Juan Jesus e Acerbi, a spopolare sono le lacrime di Vinicius per quelli che sono ormai diventati non più semplicin insulti, ma un vero e proprio incubo di frasi razziste.

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Il calciatore brasiliano, come molti altri del resto, è arrivato al limite e si è lasciato andare in un pianto che racchiude tanto di quanto si sta verificando in quest’utlimo periodo. Una regolamentazione non così chiara e che ‘permette‘ ancora a molte persone di esprimersi in maniera completamente fuori misura e senza particolari conseguenze.

Chilavert: “Non bisogna distorcere le cose”

A parlare della vicenda del razzismo, in particolar modo legata a Vinicius, è stato l’ex portiere José Chilavert. Queste le sue parole all’emittente argentina Splendid AM: Non bisogna distorcere le cose perché la discriminazione esiste in Argentina, in Francia e tutti gli stereotipi. Prima mi dicevano che ero un morto di fame, appena catapultato dal Paraguay, e che rubavo i soldi”.

Vinicius Jr, Real Madrid*
Vinicius Jr, Real Madrid*

Ha poi continuato Chilavert, rinnovando il suo pensiero su una questione spinosa e delicata come quella del razzismo: “Quando dalle parti nostri diciamo di non fare il fr***o non lo diciamo in termini dispreggiativi, è un modo di dire con il quale si intende il calcio per uomini”.

Ha infine concluso parlando del calciatore del Real Madrid, club che tratta il rinnovo di Kroos: “Lui si è messo a pingere perché ha visto le telecamere di Netflix, ma invece che dovrebbe fare una mamma che guadagna 300 dollari e deve sfamare 4 figli? Ricordiamoci che lui gioca semppre e comunq.ue nel Real Madrid, ma soprattutto che molte volte è lui stesso a dire qualcosina agli avversari”.

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