🪄 Mago Xabi Alonso, il Bayer Leverkusen vola: sogno triplete e progetto solido

La storia si ripete, ma questa volta i tifosi si augurano un finale diverso, che possa eliminare la fastidiosa etichetta di "Neverkusen": vola il Bayer Leverkusen, tanto in patria quanto in Europa, con il mago Xabi Alonso che sogna il triplete e pianifica il futuro suo e del club

Lorenzo Zucchiatti
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È possibile arrivare alle soglie di aprile senza mai conoscere la sconfitta in tutta la stagione? Chiedetelo al Bayer Leverkusen, un’istituzione in Germania che da troppo tempo manca nei lidi più alti della classifica di Bundesliga. Eppure il vento è cambiato eccome quest’anno, e il merito non può che essere ricondotto al mago Xabi Alonso, che da giocatore straordinario sta passando ad allenatore giovane più interessante del panorama europeo.

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Tutto molto bello, ma ancora non si è fatto niente, con i rossoneri che rischiano di trovarsi una situazione simile a quella che valse loro l’eterna etichetta di “Neverkusen”, con un finale che, questa volta, potrebbe essere decisamente diverso. Il sogno è il triplete, o “triplettino” per così dire, visto che oltre ad un campionato fin qui dominato, gli uomini di Xabi Alonso sono in semifinale di DFB-Pokal e ai quarti di Europa League. Un finale col botto ed un progetto solido si prospettano all’orizzonte per il Bayer Leverkusen.

Da Leverkusen a Neverkusen: il triplete al contrario del 2002

Un soprannome quello di Neverkusen che si spiega senza troppe parole: in 120 anni di storia esatti, il Bayern Leverkusen non ha mai vinto il titolo nazionale e quello che succede all’inizio di questo secolo, unito ad anni di anonimato, ha alimentato la leggenda. Il primo episodio eclatante capita nel 2000, in un’ultima giornata che i tifosi dei Die Roten non scorderanno facilmente.

90′ minuti da giocare contro un tranquillo Unterhaching per mettere le mani sul Meisterschale, ma il 2-0 a zero finale, unito alla vittoria del Bayern Monaco sul Werder Brema (3-1) consegnano il titolo ai bavaresi per differenza reti (+45 a +38). Un incubo dal quale chiunque farebbe fatica a risvegliarsi, ma i tifosi del Bayer Leverkusen non sanno che, due anni più tardi, vivranno uno dei drammi sportivi più eclatanti della storia.

Bayer Leverkusen 2001/02
Bayer Leverkusen 2001/02 @Twitter

Ad aprile 2002 il Bayer Leverkusen è in corsa per tutto, campionato, coppa e Champions League. Ciò che però si materializzerà è un triplete al contrario: a due giornate dalla fine i rossoneri sono a +2 sul Borussia Dortmund, ma il pareggio di Norimberga permette ai gialloneri di effettuare il sorpasso, con entrambe le squadre che vinceranno all’ultima giornata. Successivamente arriverà la sconfitta in finale di DFB-Pokal contro lo Schalke 04, per 2-4.

La sfortuna però ci vede benissimo, ed anche la finale di Champions League vede uno Zidane portare in trionfo il Real Madrid grazie ad uno dei gol simbolo di tale competizione, un sinistro al volo da fuori area da cineteca. L’1-2 finale completa la disfatta, e da lì il titolo di Neverkusen per Ballack e compagni. Tocca a Xabi Alonso sfatare questo mito, per un Bayer Leverkusen fino ad oggi letteralmente imbattibile.

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Gli invincibili di Alonso: solo in 6 nella storia imbattuti in una stagione

E non scherziamo quando diciamo invicibili: 39 partite giocate in stagione, 34 vittorie, 5 pareggi e 0 sconfitte. Uno score da mani nei capelli e decisamente impronosticabile per una squadra che, negli ultimi anni, ha sempre fatto fatica a tenere il passo delle prime in classifica. Ciò ha portato ad un vantaggio di 13 punti sul Bayern Monaco (con una gara in più), detentore del Meisterschale da 11 anni di fila.

Sarà un aspetto secondario per Xabi Alonso, ma c’è un record in piedi che potrebbe ulteriormente arricchire l’annata dei rossoneri: solo in 6 nella storia sono rimasti imbattuti per una stagione interna. Ci è riuscito un Real Madrid d’annata, quello addirittura della stagione1931/32, ma allora le partite erano solo 18 (10 vittorie e 8 pareggi). A questo si aggiunge, in Inghilterra, il Preston North End del 1889/90, decisamente un’altra epoca, e l’Arsenal degli invincibili di Wenger, nella stagione (26 vittorie, 12 pareggi).

Xabi Alonso, tecnico del Bayer Leverkusen
Xabi Alonso, tecnico del Bayer Leverkusen @livephotosport

Gli altri tre casi direttamente dalla Serie A: il primo fu il Perugia dei miracoli di Castagner, nel 1979unica squadra detentrice di questo record a non aver contestualmente vinto il campionato (11 vittorie e 19 pareggi); il secondo il Milan della stagione 1991/92, che con Capello ha ottenuto 22 successi e 12 pari; il terzo è invece la Juventus del 2011/12, la prima di Antonio Conte, che dopo anni di buio riporta lo scudetto a Torino con 23 vittorie e 15 pareggi.

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Ci proverà ora il Bayern Leverkusen, anche se va da se che ciò sarebbe un plus al quale Xabi Alonso, che non vuole concedere distrazioni alla squadra, dà scarsa importanza. Il campionato è decisamente ben avviato, ed è ciò che più interessa a tifosi e società. Coppa di Germania ed Europa League sarebbero le due ciliegine sulla torta, per un piccolo triplete che riscriverebbe la storia.

Difesa di ferro: Tah un muro, Grimaldo e Frimpong alla Theo Hernandez

Ma quali sono i segreti di questo Bayer Leverkusen delle meraviglie? Il gioco corale sviluppato dalla squadra parla di una difesa di ferro che ha fatto registrare dei numeri impressionanti in campionato: 18 gol subiti in 26 gare e nettamente miglior retroguardia della Bundesliga (al secondo posto Stoccarda e Bayern Monaco con 31). Qualche rete in più incassata in Europa League, ma il rendimento tanto dei singoli quanto del collettivo è impressionante.

A cominciare dal 28enne Jonathan Tah, che sembra aver finalmente fatto il salto di qualità che in patria aspettavano da tanto. Il suo 1.95 non gli impedisce di avere una falcata invidiabile lanciato in corsa, e se a ciò aggiungiamo 6 gol stagionali da difensore centrale ecco che il Leverkusen ha in lui una risorsa preziosissima, Lo stesso Nagelsmann è pronto a puntarci forte ad Euro2024 per la sua Germania.

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Grimaldo, Bayer Leverkusen
Grimaldo, Bayer Leverkusen @Twitter

Ma il nome che non può essere dimenticato è quello di Alejandro Grimaldo: arrivato in estate a parametro zero dopo 7 anni al Benfica, il terzino spagnolo sta incantando con il suo sinistro magico, che gli ha permesso di mettere a segno 11 gol e 15 assist in 37 gare stagionali. Numeri che neanche il miglior Theo Hernandez è stato capace di registrare, con i calci di punizioni che sono quasi diventati dei rigori per il Bayer Leverkusen da quando c’è lui.

A sinistra così, e a destra? C’è qualcun altro che sta cercando di emulare numeri e rendimento di Theo. A 23 anni Jeremie Frimpong si sta rivelando uno dei terzini destri migliori d’Europa, con 11 gol e altrettanti assist messi a referto. Tra lui e Grimaldo, il Bayer Leverkusen ha a disposizione due frecce sulle fasce che stanno facendo la differenza nella stagione e che Xabi Alonso sta sfruttando al meglio delle loro potenzialità.

Esperienza e freschezza: da Xhaka a Palacios

Spostandoci poco più avanti, a centrocampo, il mix tra esperienza e gioventù si sta rivelando vincente. Fondamentale è stato l’acquisto di Granit Xhaka, che ha portato solidità e leadership ad un Bayern Leverkusen che ne aveva estremo bisogno. L’ex pilastro dell’Arsenal si è perfettamente calato nella realtà rossonera, e rappresenta il giocatore perfetto per dare equilibrio e permettere alla squadra di sbilanciarsi.

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Granit Xhaka e Victor Boniface, Bayer Leverkusen
Granit Xhaka e Victor Boniface, Bayer Leverkusen @livephotosport

Accanto a Xhaka, degna di nota è anche la stagione di Jonas Hofmann, arrivato dal Borussia Monchengladbach per 10 milioni e protagonista di prestazioni migliori di quelle che ci si poteva aspettare. 7 gol e 9 assist in 34 partite che stanno aiutando non poco il Bayer ad occupare le zone alte della classifica. Accanto all’esperienza dei due 31enni appena citati, la freschezza di Ezequiel Palacios.

La vera esplosione del talento argentino deve ancora avvenire, ma i segnali di quest’annata sono estremamente positivi: 5 reti e 4 assist in 27 gare e giocate di pregevole fatture, degne del suo paese d’origine. L’asse con Xakha, Hofmann ed Andrich permette ad Alonso di sprigionare tutta la qualità che la squadra ha nel reparto avanzato.

Non solo Boniface: la rinascita di Schick e l’apporto delle ali

E se abbiamo esaltato la difesa, anche davanti Die Roten non se la cavano per niente male: secondo attacco della Bundesliga con 66 gol (dietro al Bayern Monaco con 78), ai quali se ne aggiungono 24 in 8 gare di Europa League e 19 in 5 di DFB-Pokal. Numeri che confermano la potenza del Bayer Leverkusen, che può contare su uno degli attaccanti più in hype di questa stagione, Victor Boniface.

20 milioni sborsati in estate all’Union Saint-Gilloise per portarlo in Germania, con il nigeriano che ha ripagato con 16 gol e 9 assist in 23 partite. A metà gennaio purtroppo un infortunio agli adduttori che lo sta tutt’ora costringendo lontano dai campi, ma a maggior ragione in tale contesto è da sottolineare la bravura di Xabi Alonso ad aver trovato soluzioni alternative, a cominciare dalla rinascita di Patrick Schick.

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Schick, Bayer Leverkusen
Schick, Bayer Leverkusen @Twitter

Con lo stop di Boniface, il suo spazio è aumentato considerevolmente e i 10 gol in 20 presenze, tra cui i 3 decisivi per passare il turno di Europa League contro il Qarabag, sono la testimonianza di un giocatore ritrovato, decisamente diverso da quello visto a Roma. In assenza del nigeriano toccherà ancora a lui sostenere l’attacco del Bayer Leverkusen, coadiuvato dall’apporto delle ali.

Senza Boniface, tutti sono stati chiamati a dare qualcosina in più dal punto di vista realizzativo, e le risposte che Xabi Alonso ha avuto sono state ottime: 7 gol e 10 assist per Adli, 6 e 3 per Tella, 7 e 2 per Hlozek. Un pacchetto avanzato che sta facendo faville e che sta coltivando il sogno triplete.

Due parole: Florian Wirtz

Una rosa insomma di tutto rispetto che sta volando, con il proprio campione e trascinatore lì sulla trequarti. Solo due parole: Florian Wirtz. L’esplosione del classe 2003 è totale in questa stagione, che può terminare con i suoi primi trofei. Genio e talento puro al servizio del Bayer Leverkusen, almeno fino a fine stagione, quando si scatenerà l’asta sul calciomercato, con il Manchester City che ci avrebbe già messo gli occhi.

11 gol e 17 assist in 36 gare, con la squadra che molto spesso si affida ad una sua giocata per sbrogliare il bandolo della matassa. Anche la Nazionale tedesca è pronta a metterlo al centro del piano d’attacco per Euro2024 insieme a Musiala, e il gol dopo 7” siglato in amichevole contro la Francia fa sognare i tifosi teutonici.

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Per il salto in una delle grandi potenze del calcio europeo ci sarà tempo in estate, ma prima Wirtz vuole portare il primo titolo nazionale al Leverkusen, per iscrivere il suo nome nella storia del club e poter togliere dal club dove milita dall’U19 l’etichetta di Neverkusen. La definitiva consacrazione del tedesco deve essere ricondotta ad uno Xabi Alonso superlativo, che ha da poco dato indicazioni sul suo futuro.

Xabi Alonso predestinato: dalla previsione di Mourinho al futuro

Chiunque abbia avuto la fortuna di vedere Xabi Alonso giocare, non avrà potuto non notare l’intelligenza e l’acume tattico che contraddistinguevano questo straordinario centrocampista, capace di vincere letteralmente tutto sia a livello di club che con la nazionale spagnola (Mondiale ed Europeo). Ci pensò un certo José Mourinho a piazzare una previsione, nel lontano 2019, che ora sa di scommessa vinta.

“Sua padre era un allenatore, è cresciuto come me con un padre prima calciatore e poi tecnico. Poi è diventato un top player, la sua posizione in campo e la sua conoscenza del gioco sono molto alti. Ha giocato in Spagna, in Inghilterra e in Germania, è stato allenato da Guardiola nel Bayern Monaco, da me nel Real Madrid, da Ancelotti sempre nel Real, da Benitez nel Liverpool. Se mettiamo insieme tutte queste cose io penso che Xabi Alonso abbia le potenzialità per diventare un allenatore molto bravo.

Decisamente azzeccata la premonizione di Mourinho, che vede ora il suo pupillo, affrontato e battuto la scorsa stagione nella doppia semifinale di Europa League alla guida della Roma, dominare in Bundesliga. E se i risultati che sta ottenendo facevano pensare ad un addio a fine stagione, con Bayern Monaco e Liverpool pronte a fare carte false per lui, il futuro del tecnico del Leverkusen ha preso una piega inaspettata.

“Ho usato la pausa per riflettere, e la scorsa settimana ho avuto un meeting con la dirigenza, informandoli che della mia decisione di continuare ad essere l’allenatore del Bayer Leverkusen. In questo momento credo che sia il posto giusto per me, il mio lavoro qui non è finito”. Così Xabi Alonso nella conferenza pre gara contro L’Hoffenheim, per la sorpresa e gioia dei sostenitori rossoneri. Il progetto è solido, il triplete è possibile, per un Bayer non più Neverkusen.

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