Indice dei contenuti
- In viaggio verso Bruzella
- Una particolarità tutta ticinese
- Cosa vedere a Bruzella
In viaggio verso Bruzella
Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta di un piccolo borgo della Svizzera italiana. Si tratta di Bruzella, una frazione da poco più di 180 abitanti del comune di Breggia, nel Canton Ticino: ci troviamo nel distretto di Mendrisio, a pochissimi chilometri dall'Italia, lungo le terrazze della sponda sinistra della Valle di Muggio. Il nome di questa località deriva con ogni probabilità dall'antico toponimo "Brusella", attestato già nell'852 in documenti altomedievali, e racconta un legame profondo con questi versanti di pietra e castagno affacciati sul torrente Breggia.
Il legame con il Bel Paese è evidente: la vicinanza con l'anima e la cultura italiana, pur trovandoci in Svizzera, rendono Bruzella una piccola realtà della nostra Penisola trapiantata oltre confine. Siamo formalmente in territorio elvetico ma qui tutti parlano italiano, scrivono in italiano, vivono all'italiana, considerando il confine condiviso con i comuni lombardi di Moltrasio e Schignano, in provincia di Como, e l'intera Valle di Muggio che per metà del suo perimetro è abbracciata dall'Italia. Si mangia polenta, si cucina con i prodotti dei contadini locali, si chiacchiera nel dialetto momò del Mendrisiotto: una porzione di Lombardia storica che il confine politico ha lasciato dall'altra parte della frontiera, senza separarne mai del tutto l'identità.
Una particolarità tutta ticinese
Una delle caratteristiche 'speciali' di Bruzella è legata al suo territorio e, in particolare, alla produzione di farina di mais macinata a pietra. Si tratta di un prodotto artigianale di alta qualità e conosciuto in tutto il cantone, che rappresenta un'antica varietà conservata da ProSpecieRara, il Rosso del Ticino, una pannocchia indigena tornata in produzione grazie al recupero della tradizione locale. È un mais dal sapore intenso e dal colore caldo, macinato lentamente sotto la grande ruota idraulica, dal quale nasce la polenta ticinese, resa speciale anche da un metodo di lavorazione "vintage" che setaccia la farina ancora a mano.
Tra le esperienze da non perdere nei dintorni di Bruzella c'è infatti la visita al Mulino di Bruzella, un antico opificio idraulico citato per la prima volta in documenti del 1298 e, oggi, ancora in funzione. L'edificio attuale risale al Seicento ed era chiuso da decenni quando il Museo etnografico della Valle di Muggio ne ha avviato il restauro: dal 1996 il mulino è tornato a macinare regolarmente ed è diventato una tappa fissa per i visitatori e, in particolare, per famiglie, scolaresche e gastronomi curiosi. La mugnaia Irene Petraglio accompagna i visitatori alla scoperta della presa dell'acqua, della roggia, della grande ruota in ferro a cassette, del meccanismo di trasmissione, della tramoggia e del buratto. Un'opportunità unica per osservare con i propri occhi una testimonianza del passato e di un mestiere, quello del mugnaio, ormai sconosciuto. Sul posto si può anche acquistare la farina appena macinata: sacchetti di Rosso del Ticino, mais indigeno di qualità e farina di mais per biscotti.
Cosa vedere a Bruzella
Bruzella vanta una ricca storia rurale e religiosa che ha portato nel territorio di questo piccolo borgo della Svizzera italiana testimonianze importantissime dal punto di vista architettonico. Ne è un esempio la chiesa parrocchiale di San Siro, attestata nei documenti già dal 1579 e ampliata nel corso del XVIII secolo in stile barocco, restaurata poi nel 1973. Ma anche le antiche dimore rurali del nucleo storico, costruite in pietra locale con tetti in piode, raccontano la vita quotidiana di una comunità che fino al Novecento viveva di produzione casearia, sfruttamento del bosco, commercio di legname e carbone, integrati da una emigrazione stagionale che portava molti tendaschi della valle a lavorare a Como e a Milano.
Tra i luoghi da non perdere nei dintorni di Bruzella, che raccontano la bellissima storia di questi territori, trova spazio il Museo etnografico della Valle di Muggio (MEVM), con sede a Casa Cantoni nel vicino borgo di Cabbio. Un luogo che racchiude le particolarità della valle attraverso plastici, postazioni interattive, ricostruzioni e un tavolo tattile multimediale con oltre duecento schede e mille fotografie che riproducono nevère, mulini, ponti, fontane, lavatoi, graa per essiccare le castagne e nuclei alpestri, per un'offerta arricchita anche dal collegamento con il Mulino di Bruzella e dalle escursioni guidate dedicate a gruppi e singoli viaggiatori. Non a caso la Valle di Muggio è stata dichiarata "paesaggio svizzero dell'anno 2014" dalla Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio.
L'ingresso a Casa Cantoni, aperta dal 1° aprile al 9 novembre dal martedì alla domenica con orario 14:00-17:00, e al Mulino di Bruzella, visitabile dal 26 marzo al 30 ottobre il mercoledì e giovedì dalle 14:00 alle 16:30 e la domenica dalle 13:00 alle 16:30, è previsto con l'acquisto di un biglietto. La visita guidata ha un costo di 15 franchi svizzeri (circa 16 euro) per gli adulti, con gratuità per i minori di 16 anni e tariffa famiglia agevolata. Un luogo che riassume la storia del territorio attraverso le sue testimonianze più belle, in un piccolo angolo di italianità fuori dall'Italia che vale davvero il viaggio.
