Indice dei contenuti
- In viaggio verso Tenda
- Una particolarità tutta tendasca
- Cosa vedere a Tenda
In viaggio verso Tenda
Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta di un piccolo borgo delle Alpi Marittime francesi. Si tratta di Tenda, in francese Tende, un comune da poco più di 2.100 abitanti situato nel dipartimento delle Alpi Marittime, nella regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra: ci troviamo in Val Roya, a pochissimi chilometri dall'Italia, lungo l'antica via del sale che collegava la pianura padana al mare di Ventimiglia. Il nome di questa località deriva con tutta probabilità dal latino tarda di area ligure-occitana, e si lega a un valico di passaggio millenario tra il Piemonte e la costa.
Il legame con il Bel Paese è evidente: la vicinanza con l'anima e la cultura italiana, pur trovandoci in Francia, rendono Tenda una piccola realtà della nostra Penisola trapiantata oltre confine. Siamo formalmente in territorio francese ma fino al 1947 questo comune apparteneva alla provincia di Cuneo, considerando il confine condiviso con il colle di Tenda e con i comuni piemontesi di Limone e Vernante. Solo con il trattato di Parigi del 1947, e dopo un plebiscito molto discusso, il borgo passò alla Francia: ma la storia tendasca era stata savoiarda, italiana e infine francese, e ancora oggi le insegne, i monumenti e le lapidi parlano italiano. Si cammina su una toponomastica bilingue, si chiacchiera con anziani che ricordano la scuola in italiano, si trovano dolciumi e formaggi che hanno gli stessi nomi di quelli liguri e piemontesi. Una porzione di Regno d'Italia che il confine politico ha lasciato dall'altra parte della frontiera, senza separarne mai del tutto l'identità.
Una particolarità tutta tendasca
Una delle caratteristiche 'speciali' di Tenda è legata al suo territorio e, in particolare, alla lavorazione della pietra verde di Tenda. Si tratta di un materiale pregiato e conosciuto in tutta la valle, che rappresenta una tradizione costruttiva secolare ed è considerato di altissima qualità: una pietra scistosa di colore verdastro che si lascia spaccare in lastre sottili, dalla quale nascono le caratteristiche lose dei tetti del borgo, rese speciali anche da una posa "old style" che le incastra a scaglie senza l'uso di malte. La pietra verde ha plasmato il paesaggio architettonico di Tenda: i tetti coperti di lose grigie e verdi, i balconi scolpiti, gli architravi delle porte, i portali delle case nobiliari, i decori esterni della grande Collegiata sono tutti realizzati con questo materiale estratto dalle cave dei monti circostanti.
Tra le esperienze da non perdere nei dintorni di Tenda c'è infatti la visita alla frazione di Granile, un antico nucleo rurale citato per la prima volta nei documenti notarili del Cinquecento e, oggi, ancora abitato. Granile si trova su un versante esposto a sud, terrazzato in mezzo ai castagni a oltre mille metri di altitudine, ed è famoso per i suoi particolari tetti di lose iridate, che cambiano colore a seconda della luce e dell'umidità. Abbandonata in parte dopo l'esodo del Novecento, dagli anni Novanta questa frazione rappresenta una tappa fissa per i visitatori e, in particolare, per famiglie, fotografi e amanti dell'architettura rurale alpina. Un'opportunità unica per osservare con i propri occhi una testimonianza del passato e di un mestiere, quello del lastraio di montagna, ormai sconosciuto. Le antiche cave, alcune delle quali ancora visibili lungo la mulattiera per il colle di Tenda, raccontano la storia di una comunità che per secoli ha vissuto del proprio territorio.
Cosa vedere a Tenda
Tenda vanta una ricca storia nobiliare e militare che ha portato nel territorio di questo piccolo borgo delle Alpi Marittime francesi testimonianze importantissime dal punto di vista architettonico. Ne è un esempio la Collegiata di Nostra Signora dell'Assunzione, attestata dal XV secolo e iniziata per volere di Giovanni Antonio Lascaris verso la fine del Quattrocento in stile gotico-lombardo, ampliata nei secoli successivi con interventi rinascimentali e barocchi. Ma anche la cappella dell'Annunciazione, citata nei documenti ufficiali già nel XV secolo e custode di alcuni affreschi del Quattrocento attribuiti al pittore piemontese Giovanni Baleison, contribuisce a fare di Tenda uno dei borghi più ricchi della valle dal punto di vista patrimoniale, insieme ai resti del castello dei Lascaris, un tempo dominante l'intero abitato e fatto saltare nel 1692 per ordine del maresciallo francese Catinat.
Tra i luoghi da non perdere nei dintorni di Tenda, che raccontano la bellissima storia di questi territori, trova spazio il Musée des Merveilles (Museo dipartimentale delle Meraviglie), inaugurato nel 1996 dal Dipartimento delle Alpi Marittime all'uscita nord del paese. Un luogo che racchiude le particolarità del territorio attraverso plastici, postazioni interattive, ricostruzioni e proiezioni multimediali che riproducono incisioni rupestri, paesaggio neolitico, oggetti archeologici e arti popolari della valle, per un'offerta arricchita anche dal collegamento con la celebre Valle delle Meraviglie e dalle escursioni guidate dedicate a gruppi e singoli viaggiatori. La valle, distante circa un'ora di sentiero dal museo, custodisce oltre quarantamila incisioni preistoriche scolpite sulla roccia ai piedi del Monte Bego, considerato sacro dagli antichi Liguri: è il più grande monumento storico di Francia ed è classificato come monumento nazionale.
L'ingresso al Musée des Merveilles, aperto da maggio a ottobre con orario 10:00-18:30 e nel resto dell'anno con orari ridotti (chiusura il martedì), è gratuito per tutti i visitatori, con possibilità di prenotare visite guidate a pagamento e laboratori didattici per le famiglie. Per le escursioni guidate alla Valle delle Meraviglie è invece previsto il pagamento di una tariffa che varia in base alla durata del percorso, a partire da circa 25 euro a persona. Un luogo che riassume la storia del territorio attraverso le sue testimonianze più belle, in un piccolo angolo di italianità fuori dall'Italia che vale davvero il viaggio.
