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In viaggio verso Pirano

Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta di un piccolo borgo dell'Istria slovena. Si tratta di Pirano, una città da poco più di 3.600 abitanti del centro storico, appartenente alla regione del Litorale-Carso: ci troviamo sulla punta nordoccidentale della penisola istriana, a breve distanza dal confine italiano e dal Golfo di Trieste. Il nome di questa località deriverebbe dal greco antico "pyr", fuoco: secondo la tradizione, i primi abitanti accendevano falò sulla punta del promontorio per segnalare la costa alle navi che procedevano verso Capodistria, l'antica Aegida romana.

Il legame con il Bel Paese è evidente: la vicinanza con l'anima e la cultura italiana, pur trovandoci in Slovenia, rendono Pirano una piccola realtà della nostra Penisola trapiantata oltre confine. Siamo formalmente in territorio sloveno ma qui tutti parlano italiano, lo trovi sui cartelli stradali, sulle insegne dei negozi, sulla copertina del passaporto della popolazione locale: l'italiano è lingua co-ufficiale del comune insieme allo sloveno, considerando il confine condiviso con la provincia di Trieste, a meno di un'ora di strada. Pirano restò veneziana per oltre cinque secoli, dal 1283 al 1797, e l'impronta della Serenissima è ovunque: nelle calli strette, nei leoni marciani sulle facciate, nel modo di parlare degli anziani che ancora usano il dialetto istroveneto. Una porzione di Repubblica di Venezia che il confine politico ha lasciato dall'altra parte della frontiera, senza separarne mai del tutto l'identità.

Una particolarità tutta istriana

Una delle caratteristiche 'speciali' di Pirano è legata al suo territorio e, in particolare, alla produzione del sale di Pirano. Si tratta di un prodotto pregiato e conosciuto in tutto il Mediterraneo, che rappresenta una lavorazione tradizionale tramandata da oltre settecento anni ed è considerato di altissima qualità, riconosciuto dall'Unione Europea come specialità tradizionale garantita. È un sale dal sapore meno aggressivo del comune, ricco di minerali e con i caratteristici cristalli a forma di piccola piramide, dal quale nasce il celebre "fior di sale", reso speciale anche da una raccolta "old style" che avviene a mano, all'alba, con palette di legno e ottone.

Tra le esperienze da non perdere nei dintorni di Pirano c'è infatti la visita alle Saline di Sicciole, un antico complesso salifero citato per la prima volta in documenti del IX secolo e, oggi, ancora attivo. Le saline si estendono nell'estremo lembo sudoccidentale del territorio sloveno, a ridosso del confine con la Croazia, e furono per secoli il vero motore economico della cittadina: fornivano sale alla Repubblica di Venezia e davano lavoro a intere famiglie di salinai, che durante l'estate trascorrevano nelle case di pietra al centro delle vasche tutta la stagione del raccolto. Abbandonate per gran parte del Novecento, dal 1989 le saline rappresentano una tappa fissa per i visitatori e, in particolare, per famiglie, gastronomi e amanti della natura. Un'opportunità unica per osservare con i propri occhi una testimonianza del passato e di un mestiere, quello del salinaio, ormai sconosciuto. Nel piccolo negozio in loco si possono acquistare il sale di Pirano DOC, il fior di sale e il cioccolato fondente al sale di Pirano, oltre a numerosi prodotti cosmetici a base di fango salino.

Cosa vedere a Pirano

Pirano vanta una ricca storia veneziana che ha portato nel territorio di questo piccolo borgo dell'Istria slovena testimonianze importantissime dal punto di vista architettonico. Ne è un esempio il Duomo di San Giorgio, dedicato al patrono della città e attestato dal XII secolo, ricostruito sul finire del Cinquecento in stile rinascimentale con interventi barocchi successivi, affiancato dalla torre campanaria di quasi cinquanta metri eretta nel 1608 sul modello del campanile di San Marco a Venezia. Ma anche la Casa Veneziana (Benečanka), in piazza Tartini, citata nei documenti ufficiali già nel XV secolo e considerata uno dei pochissimi edifici in puro stile gotico-veneziano sopravvissuti nel centro storico, con la sua facciata rossa, il balcone a trifora e la celebre iscrizione "Lassa pur dir" che, secondo la leggenda, un mercante veneziano dedicò all'amante per zittire i pettegolezzi.

Tra i luoghi da non perdere nei dintorni di Pirano, che raccontano la bellissima storia di questi territori, trova spazio il Museo delle Saline di Sicciole (MSS), gestito dal Museo del Mare "Sergej Mašera" di Pirano e ospitato all'interno di una casa dei salinai restaurata, nella zona di Fontanigge. Un luogo che racchiude le particolarità del territorio attraverso ricostruzioni d'ambiente, postazioni interattive, fotografie storiche e attrezzi originali che riproducono la vita quotidiana dei salinai, l'evoluzione delle tecniche di estrazione, l'organizzazione del lavoro nelle vasche di evaporazione e il delicato sistema della "petola", lo strato di biosedimenti che dà al sale di Pirano la sua composizione unica, per un'offerta arricchita anche dal collegamento con le saline ancora attive e dalle escursioni guidate dedicate a gruppi e singoli viaggiatori.

L'ingresso al Parco Naturale delle Saline di Sicciole e al Museo delle Saline, aperto tutto l'anno con orari estesi nei mesi estivi (8:00-20:00 da aprile a settembre, 8:00-17:00 negli altri mesi), è previsto con l'acquisto di un biglietto dal costo di 7 euro per gli adulti, con riduzioni previste per famiglie, studenti e gruppi e gratuità per i bambini fino ai 7 anni. Un luogo che riassume la storia del territorio attraverso le sue testimonianze più belle, in un piccolo angolo di italianità fuori dall'Italia che vale davvero il viaggio.