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In viaggio verso Cabbio

Il viaggio di oggi ci porta alla scoperta di un piccolo borgo della Svizzera italiana. Si tratta di Cabbio, una frazione da poco meno di 200 abitanti del comune di Breggia, nel Canton Ticino: ci troviamo nel distretto di Mendrisio, a pochissimi chilometri dall'Italia, adagiata sul versante orientale della Valle di Muggio. Il nome di questa località compare per la prima volta nel 1188, come "Cabio", in un elenco dei possedimenti della cattedrale di Como, e racconta un legame profondo e antico tra la valle e la diocesi lombarda.

Il legame con il Bel Paese è evidente: la vicinanza con l'anima e la cultura italiana, pur trovandoci in Svizzera, rendono Cabbio una piccola realtà della nostra Penisola trapiantata oltre confine. Siamo formalmente in territorio elvetico ma qui tutti parlano italiano, lavorano in italiano, vivono all'italiana, considerando il confine condiviso con i comuni lombardi di Moltrasio e Schignano, in provincia di Como, e l'intera Valle di Muggio che per metà del suo perimetro è abbracciata dall'Italia. Si cucina con i formaggi degli alpeggi locali, si chiacchiera nel dialetto momò del Mendrisiotto, si fa la spesa nei piccoli negozi di paese. Una porzione di Lombardia storica che il confine politico ha lasciato dall'altra parte della frontiera, senza separarne mai del tutto l'identità: e non è un caso se nel 2014 la Valle di Muggio è stata dichiarata "paesaggio svizzero dell'anno" dalla Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio.

Una particolarità tutta ticinese

Una delle caratteristiche 'speciali' di Cabbio è legata al suo territorio e, in particolare, alla produzione dello Zincarlin dala Vall da Mücc. Si tratta di un formaggio pregiato e conosciuto in tutto il cantone, che rappresenta una ricetta secolare tramandata da almeno quattro generazioni nella Valle di Muggio ed è considerato di altissima qualità: dal 2004 è il primo prodotto svizzero ad aver ottenuto il riconoscimento come presidio Slow Food. È un formaggio a pasta cruda dal sapore piccante e dalla caratteristica forma a tazza capovolta, prodotto con latte vaccino intero, talvolta arricchito con piccole quantità di latte caprino, dal quale nasce un piccolo gioiello caseario, reso speciale anche da una lavorazione "vintage" che prevede il lavaggio quotidiano della crosta con vino bianco.

Tra le esperienze da non perdere nei dintorni di Cabbio c'è infatti la visita alla cantina di stagionatura di Salorino, un antico locale semi-interrato citato come ambiente tipico delle case rurali della valle già nei documenti del Cinquecento e, oggi, ancora in funzione. La cantina ha una temperatura costante tutto l'anno grazie alle prese d'aria che lasciano entrare il vento fresco del Monte Generoso. Quasi abbandonata per decenni, dal 2007 questo luogo rappresenta una tappa fissa per i visitatori e, in particolare, per gastronomi, scolaresche e appassionati di tradizioni alpine. Un'opportunità unica per osservare con i propri occhi una testimonianza del passato e di un mestiere, quello del casaro di valle, ormai sconosciuto. La pasta del formaggio arriva ogni settimana da una trentina di produttori della valle, viene affinata per uno-due mesi e poi distribuita a Cabbio, Bruzella, Salorino e nei grotti della zona.

Cosa vedere a Cabbio

Cabbio vanta una ricca storia rurale e religiosa che ha portato nel territorio di questo piccolo borgo della Svizzera italiana testimonianze importantissime dal punto di vista architettonico. Ne è un esempio la chiesa di San Salvatore, detta anche dell'Ascensione, attestata dal 1554 e ricostruita tra il 1780 e il 1795 in stile neoclassico su progetto attribuito al grande architetto Simone Cantoni (1739-1818), originario della vicina Muggio e autore di Villa Olmo a Como. L'interno è arricchito dai decori a stucco di Domenico Fontana e dagli affreschi di Domenico Pozzi raffiguranti le storie della Passione di Gesù e del Battista. Ma anche l'Oratorio di Sant'Antonio da Padova, citato nei documenti ufficiali già nel XVIII secolo ed eretto nel 1716 in località Gaggio, contribuisce a fare di Cabbio uno dei borghi più ricchi della valle dal punto di vista patrimoniale, tanto che l'intero nucleo è iscritto nell'Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere (ISOS).

Tra i luoghi da non perdere nei dintorni di Cabbio, che raccontano la bellissima storia di questi territori, trova spazio il Museo etnografico della Valle di Muggio (MEVM), ospitato all'interno della seicentesca Casa Cantoni, nel cuore del paese. Un luogo che racchiude le particolarità del territorio attraverso plastici, postazioni interattive, ricostruzioni d'ambiente e un tavolo tattile multimediale con oltre duecento schede e mille fotografie che riproducono nevère, mulini, ponti, graa per essiccare le castagne, fontane, lavatoi e nuclei alpestri, per un'offerta arricchita anche dal collegamento con il Mulino di Bruzella e dalle escursioni guidate dedicate a gruppi e singoli viaggiatori. Il museo è stato fondato nel 1980 e ha trovato sede definitiva nel 2003, dopo un lungo restauro dell'edificio storico già appartenuto alla famiglia Cantoni, da cui proveniva l'architetto della chiesa.

L'ingresso a Casa Cantoni, aperta dal 1° aprile al 9 novembre dal martedì alla domenica con orario 14:00-17:00, è previsto con l'acquisto di un biglietto. La visita guidata, comprensiva di entrata e accompagnamento, ha un costo di 15 franchi svizzeri (circa 16 euro) per gli adulti, con gratuità per i minori di 16 anni e tariffa famiglia agevolata. Un luogo che riassume la storia del territorio attraverso le sue testimonianze più belle, in un piccolo angolo di italianità fuori dall'Italia che vale davvero il viaggio.