Un Venezuela in crescita si prepara alla Copa America

Venezuela in Copa America: analizziamo la nazionale che negli States proverà a giocarsi le sue carte; dai convocati all'analisi tattica della squadra di Batista

A cura di Samuel Devetak
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Ormai ci siamo, oltre agli Europei, si sta avvicinando anche la Copa America 2024. Questa volta il paese ospitante saranno gli Stati Uniti, e in questa competizione si affronteranno le nazionali di tutte le tre Americhe: dal Canada, attraverso gli Stati Uniti, passando per il Messico e tutti i paesi che compongono l’America centrale, fino ad arrivare all’enorme Brasile, e al Cile e l’Argentina, che insieme formano la punta a sud del continente americano.

L’Argentina, oltre ad essere campione del mondo in carica, è anche la detentrice del titolo della Copa, vinta nel 2021 per 1-0 su rete del Fideo Di Maria proprio contro i rivali storici del Brasile. Quest’anno, molte selezioni nazionali faranno di tutto per diventare i nuovi campioni, ma attenzione alle piccole, le apparenti “Cenerentole”, che, soprattutto in questo tipo di competizioni, hanno spesso e volentieri avuto modo di rivelarsi sassolini nelle scarpe delle grandi.

Una di queste sarà il Venezuela, nazionale che punterà a fare del suo meglio per arrivare più avanti possibile, insidiando qualche big e offrendo buone prestazioni. Storicamente il vinotinto (soprannome della nazionale di calcio del Venezuela, “vino rosso”, per il colore rosso vinato delle divise) è sempre stata considerata una delle nazionali meno performanti della CONMEBOL (Confederazione sudamericana del calcio).

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Il Venezuela è l’unico paese sudamericano a non essersi mai qualificato a nessun mondiale. Inoltre, assieme all’Ecuador, il Venezuela è l’unico paese a non aver mai alzato la Copa America; proprio queste due nazionali sono state affrontate dall’Italia in amichevole a marzo di quest’anno, e il Venezuela è stato sconfitto per 2-1 dagli azzurri con doppietta di Retegui.

Con la Copa America alle porte, il tecnico del Venezuela Fernando “El Bocha” Batista ha una nuova occasione per invertire la tendenza e provare a sorprendere: il cammino comincerà il 22 giugno 2024 e la prima avversaria sarà proprio l’Ecuador. A comporre il girone B, oltre le due già citate, ci sono anche il Messico (27 giugno) e la Giamaica (1 luglio). Il CT argentino ha già selezionato i 30 nomi delle pre-convocazioni, dei quali almeno 4 andranno esclusi per comporre la rosa definitiva che affronterà il torneo.

In porta dovrebbe esserci Rafael Romo, portiere dell’Universidad Católica ed ex Udinese. Compongono il reparto dei portieri anche Graterol, che dovrebbe ricoprire il ruolo di secondo portiere, e Contreras e Baroja: con molta probabilità, uno tra questi due rimarrà fuori dalle convocazioni.

Il Venezuela di Batista dovrebbe schierarsi con un 4-4-2 o un 4-3-3, in entrambi i casi la difesa sarà a 4 e sarà molto probabilmente composta da: Wilker Angel Romero (Criciùma) e Yordan Osorio, tesserato del Parma, a ricoprire i ruoli di difensori centrali. In veste di terzino destro ci sarebbe Gonzalez (Emelec) e dall’altra parte uno tra Navarro (Talleres) e Christian Makoun (Anorthōsis).

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A centrocampo c’è un altro nome noto al calcio italiano, quello di Tomás Rincón, ex Genoa, Juve, Torino e Sampdoria. Il mediano venezuelano, che nel 2017 ha alzato uno Scudetto con la Juventus, ora milita nel Santos e all’età di 36 anni sarà una figura che porterà esperienza nella squadra di Batista, della quale è anche capitano.

I centrocampisti titolari dovrebbero essere Yangel Herrera (Girona) e uno tra Rincón e Casseres (Tolosa), mentre sulle fasce dovrebbero agire due esterni militanti in Brasile: Jefferson Savarino sulla fascia destra, numero 10 del Botafogo e Yeferson Soteldo (Gremio) sulla sinistra, uno delle stelle del vinotinto.

Davanti, in attacco, è irremovibile Salomón Rondón (CF Pachuca), golèador e miglior marcatore nella storia del Venezuela, con 41 reti segnate. Uno dei suoi partner in attacco dovrebbe essere Soteldo a sinistra, qualora fosse scelto il 4-3-3 come modulo, e uno tra Samuel Sosa (Querétaro FC) e Darwin Machis a destra, attaccante talentuoso del Cadice, che ha segnato il gol del pareggio nell’amichevole contro gli azzurri.

Rondón, il bomber della squadra, in questa stagione, all’età di 34 anni, ha segnato 19 reti in 28 partite e potrebbe anche fare reparto da solo se Batista dovesse scegliere di giocare con una sola punta, schierando il 4-2-3-1, modulo già sperimentato in qualche amichevole.

La relazione del vinotinto con la Copa America

L’ultima partecipazione alla Copa America non è stata molto incoraggiante, in quanto ha visto il Venezuela qualificarsi ultimo nel girone, con solo due punti raccolti, frutto dei due pareggi contro Ecuador e Colombia. Il miglior risultato mai ottenuto in questa competizione è il quarto posto dell’edizione del 2011, ospitata dall’Argentina.

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Proprio l’Argentina è stata la squadra che ha battuto il Venezuela con il passivo più pesante della storia del vinotino: 11-0. Questo risultato umiliante ha sancito l’inizio del periodo più buio di questa nazionale, durato più di 15 anni, fino al 2001. In questi tre lustri il Venezuela non ha mai vinto una partita in Copa, solo pareggi e sconfitte.

Sogno mondiale

Batista ha come obiettivo finale per la nazionale del Venezuela la prima, storica qualificazione al prossimo mondiale, che si terrà nel 2026 proprio in America (Canada, Stati Uniti, Messico). Il Venezuela ha imboccato la strada giusta per raggiungere questa meta, infatti si sta seriamente giocando la qualificazione: spicca, per esempio, il pareggio che vale come una vittoria contro il Brasile dell’ottobre 2023 (1-1 Magalhães, Bello), oppure la vittoria rotonda per 3-0 contro il Cile (Soteldo, Rondón, Machis).

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Al momento il Venezuela è una squadra in salute: due vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta all’attivo conferisce al vinotinto la quarta posizione in classifica delle qualificazioni ai mondiali del 2026, dietro solo ad Argentina, Uruguay e Colombia. Considerando che 9 squadre sudamericane faranno parte del prossimo mondiale, il Venezuela può ben sperare se continuerà a proporre risultati simili.

Questa edizione della Copa deve essere la chiave per dimostrare ciò che la nazionale venezuelana ha cominciato a costruire. La squadra è unita e promette bene, può e deve continuare a crescere se vuole agguantare il mondiale. Nonostante l’assenza di nomi importanti a livello internazionale all’interno della rosa, gli uomini di Batista possono raggiungere buoni risultati in Copa America.

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