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Inter-Real Madrid: la rete di Rodrygo non cancella la buona prestazione dei nerazzurri

La prima giornata di Champions League, Inter-Real Madrid, non porta punti ai nerazzurri, ma la convinzione che con il gioco e le idee quest’anno approdare agli ottavi di finale non è impossibile

Joaquin Correa (Inter) @Image Sport
Joaquin Correa (Inter) @Image Sport

Inter-Real Madrid: una classica del calcio europeo

Una notte attesa da tempo, quella che ha visto l’11 di Simone Inzaghi scendere sul rettangolo verde. Quasi 40 mila spettatori sugli spalti e un calore che non si sentiva da tempo. Un tifo che fa bene, ti trascina e che potrebbe portarti a superare qualsiasi ostacolo. Anche solo a guardare il match in televisione si sentiva quell’elettricità, quella sensazione quasi indescrivibile che uno stadio, pieno almeno al 50%, può regalare agli uomini che entrano in campo.

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InterReal Madrid entrano sul terreno di gioco, si sistemano a centrocampo, parte l’ormai famosissimo inno della Champions League composto da Tony Britten nel 1992. Devo ammettere che il “The Champions“, gridato dai tifosi fa sempre un certo effetto. I nerazzurri si schierano con Handanovic tra i pali, Skriniar, De Vrij e Bastoni nel pacchetto difensivo, mentre a centrocampo agiscono Brozovic, Barella e Calhanoglu. Sugli esterni ancora Darmian a destra, preferito a Dumfries e Perisic sul versante opposto. La coppia d’attacco è composta da Lautaro Martinez e Dzeko. Carlo Ancelotti risponde con Courtois, Carvajal, Militao, Nacho, Alaba nel pacchetto arretrato, Valverde, Casemiro e Modric a centrocampo e il tridente Benzema, Vinicius, Vazquez in attacco.

Thibaut Courtois, portiere belga del Real Madrid
Thibaut Courtois, portiere belga del Real Madrid

Un’Inter sprecona sbatte su Courtois

La squadra di Simone Inzaghi parte meglio, sorprendendo il Real, giocando un calcio lineare, con passaggi palla a terra a cercare Dzeko o Lautaro Martinez tra le linee e dare la possibilità ai centrocampisti di inserirsi. Bravo il mister ex Lazio a provare a discostarsi dal classico 3-5-2: per la gran parte dei primi 45 minuti, Brozovic si abbassa tantissimo, portando su di se il raddoppio dei madrileni, dando così la possibilità a Calhanoglu di alzarsi ed avere meno pressing su di lui. Tante azioni di costruzione sono nate proprio in questo modo.

Le corsie laterali sono sfruttate altrettanto bene e le uscite con la costruzione dal basso, mandano i blancos più di una volta fuori giri, tant’è che si è visto un Ancelotti molte volte contrariato dai suoi che non riuscivano a venirne a capo, dimostrando con gesti di stizza il suo disappunto. Nella prima frazione di gioco è la formazione di casa ad arrivare vicino al gol in più di una circostanza, ma venendo stoppata dalle parate di un vero Top player del ruolo, il portiere belga Thibaut Courtois. Si va al riposo sullo 0-0, ma è un pareggio che sta stretto ai nerazzurri.

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Il secondo tempo parte come è terminato. Dopo 55 minuti Inzaghi decide di sostituire i due esterni di centrocampo per far entrare Dimarco per Perisic, cambio che lascia perplessi, visto che il croato era stato uno dei migliori in campo e l’acclamatissimo Denzel Dumfries, già pupillo della tifoseria. Da lì a poco il portiere delle merengues è protagonista di una super parata su un colpo di testa di Dzeko ravvicinatissimo. È il preludio al più classico degli episodi per chi segue il calcio. Chi sbaglia paga e probabilmente qualche responsabilità è da attribuire anche al mister interista. Al 65′ manda in campo Vidal per Calhanoglu e Correa per Lautaro Martinez. Le due sostituzioni che dovrebbero dare più slancio ai nerazzurri, in realtà appiattiscono la squadra che da lì a poco inizia ad essere frenetica e soprattutto troppo lunga. Di conseguenza la qualità del Real Madrid viene fuori ed inizia un’altra partita.

Camavinga e Rodrygo (Real Madrid)
Camavinga e Rodrygo (Real Madrid)

Rodrygo condanna la Beneamata

Se da un lato possiamo criticare in un certo senso i cambi di Simone Inzaghi, dall’altro non resta che fare i complimenti a Carlo Ancelotti. Al 66‘ fa entrare in campo l’esterno brasiliano Rodrygo, che prende il posto di Vazquez, mentre al minuto 80 entra il centrocampista francese Eduardo Camavinga, classe 2002, appena acquistato dal Rennes per 31 milioni di euro. Il gol vittoria nasce proprio da una combinazione tra i due che lascia interdetta tutta la retroguardia dell’Inter. L’ex Santos riceve in area un pallone non così complicato da leggere e batte da due passi l’incolpevole Handanovic, gelando il Giuseppe Meazza e i tifosi in ansia a casa.

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Ai fini della classifica e in ottica qualificazione, potrebbe essere una sconfitta indolore, ma perdere così non è mai bello, soprattutto per il morale. Inzaghi deve ripartire dai primi 60 minuti di partita e già sabato contro il Bologna avrà la possibilità di dimostrare che questa sconfitta nasce solo da un episodio sfortunato. Per quanto riguarda la Champions League, il cammino vedrà i nerazzurri sfidare nelle prossime tre partite lo Shakhtar Donetsk di Roberto De Zerbi e i moldavi dello Sheriff Tiraspol. Con 9 punti, tutt’altro che impossibili da conquistare, lo 0-1 di ieri sera resterà soltanto uno spiacevole ricordo.